Anche se il saggio non cammina con lo stesso passo, di sicuro cammina per una stessa via.- Epicuro
Anche se il saggio non cammina con lo stesso passo, di sicuro cammina per una stessa via.
È sciocco chiedere agli dèi quello che si è in condizione di procurarsi da sé stessi.
È bellissima la vista del prossimo, quando al primo incontro si trovi un accordo, o almeno una unità di intenti.
Facile a disprezzare è ogni dolore: giacché quello che ha intenso il travaglio, ha breve la durata, e quello che nella carne perdura, ha temperato il travaglio.
È necessario far calcolo del fine a noi immediatamente dato e di tutta intera l'evidenza, alla quale riportiamo i nostri giudizi. Altrimenti tutto sarà pieno di disordine e confusione.
Chi dice che l'età per filosofare non è ancora giunta o è già trascorsa, è come se dicesse che non è ancora giunta o è già trascorsa l'età per essere felici.
Al termine di ogni esperienza non si diventa saggi si diventa esperti. Ma in che cosa?
La saggezza inizia dalla fine.
A un pranzo di gala uno dovrebbe mangiare con saggezza ma non troppo bene, e parlare bene ma non troppo saggiamente.
Si direbbe che la forma più alta della saggezza umana consista nel mantenere le contraddizioni, e nel rendere sacro ciò che è insensato.
Perdere un'illusione rende più saggi che trovare una verità.
Chi non cambia è solo il saggio più elevato o lo sciocco più ignorante.
Saggio è colui che si stupisce di tutto.
Il limite estremo della saggezza è ciò che la gente chiama pazzia.
Chi muore sereno come è nato ha conquistato la saggezza.
La somma felicità sarà somma cagione della infelicità, e la perfezion della sapienza cagion della stoltizia.