L'uomo è ricco da quando ha familiarizzato con la penuria.- Epicuro
L'uomo è ricco da quando ha familiarizzato con la penuria.
Ciò che è beato e incorruttibile non ha problemi, né ne procura ad altri. Allo stesso modo non si fa prendere dall'odio né dalla passione; in colui che è debole, invece, si trovano tutte queste cose.
La morte, il più atroce dunque di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c'è, quando c'è lei non ci siamo noi. Non è nulla né per i vivi né per i morti...
La stoltezza ha questo di proprio: ricomincia sempre da capo la vita.
Se ogni piacere si intensificasse nel suo luogo e nella sua durata, e pervadesse tutto il nostro composto o le parti più importanti del nostro essere, allora i piaceri non differirebbero gli uni dagli altri.
Occorre convincersi che il discorso lungo e il discorso breve arrivano al medesimo fine.
L'amore, il lavoro, la famiglia, la religione, l'arte, il patriottismo sono delle parole prive di senso per chi muore di fame.
Chi non ha figli sfugge a parecchia miseria.
La miseria avvilisce, la clausura deprava.
Le imperfezioni ci fanno conoscere la nostra grande miseria.
La miseria aguzza il pugnale dell'assassino; prostituisce la donna; corrompe il cittadino; trova satelliti al dispotismo.
La felicità dell'uomo bianco non può essere acquistata con la miseria dell'uomo nero.
Il denaro non può comprare la felicità, ma rende la miseria più sopportabile.
Credo che la maggior parte delle miserie del genere umano siano causate da valutazioni sbagliate che esso ha fatto del valore delle cose.
Gli affamati ed i disoccupati sono il materiale con il quale si edificano le dittature.