L'uomo è ricco da quando ha familiarizzato con la penuria.- Epicuro
L'uomo è ricco da quando ha familiarizzato con la penuria.
L'uomo d'indole bennata deve, al fine di raggiungere il "destino di salvezza", sorvegliare la propria giovinezza e tenere a freno ciò che corrompe tutto a causa dei desideri furiosi.
Gli dei esistono, è evidente a tutti, ma non sono come crede la gente comune, la quale è portata a tradire sempre la nozione innata che ne ha.
Nasciamo una sola volta, due non è concesso; tu, che non sei padrone del tuo domani, rinvii l'occasione di oggi; così la vita se ne va nell'attesa, e ciascuno di noi giunge alla morte senza pace.
Invecchiando, tu sei proprio come io ti esorto ad essere, e hai riconosciuto che cosa sia il filosofare per se stesso e che cosa sia il farlo per l'Ellade. Me ne rallegro con te.
L'uomo d'indole bennata deve, al fine di raggiungere il 'destino di salvezza', sorvegliare la propria giovinezza e tenere a freno ciò che corrompe tutto a causa dei desideri furiosi.
Guardare indietro è fatale all'Arte. È un voler restare poveri. L'arte non può e non vuole sopportare la miseria.
La miseria non coincide con la povertà; la miseria è la povertà senza fiducia, senza solidarietà, senza speranza.
Chi muore nella miseria muore sempre troppo tardi.
Il denaro non può comprare la felicità, ma rende la miseria più sopportabile.
Nei giorni di miseria, anche il brodo d'un osso può nutrire.
La miseria italiana è la grande scusa che permette al governo di gettar via denari.
Porca miseria, quella che l'ha accalappiato deve essere una con una classe irraggiungibile.
L'amore, il lavoro, la famiglia, la religione, l'arte, il patriottismo sono delle parole prive di senso per chi muore di fame.
Anche il vivere, nella miseria è un insulto.
La miseria è un'invenzione degli uomini e la grandezza il normale andazzo del mondo.