La verità non aiuta a soffrire meno, ma ci mostra i limiti del dolore.- Jean Rostand
La verità non aiuta a soffrire meno, ma ci mostra i limiti del dolore.
Fin quando ci saranno delle dittature, non avrò il coraggio di criticare una democrazia.
Meno si crede in Dio, più si capisce che altri ci credano.
Ascolta i critici anche quando non sono giusti, resisti loro anche se lo sono.
Lo spaventoso, morendo, è di scomparire senza aver capito. Il crimine della morte non è quando ci uccide, ma quando nel troncare la nostra angoscia le conferisce l'eternità.
La mente più alta non ha forse la prerogativa per comprendere l'universo; ma l'ultimo dei cuori che soffrono ha il diritto di accusarlo.
Anche in una prigione si può trovare ampiezza e pienezza di vita.
Un impiegatuccio in un ufficio postale è pari a un conquistatore se la consapevolezza è comune ad entrambi.
Considera sacro ogni momento, dai a ciascun momento chiarezza e significato, a ciascuno il peso della tua consapevolezza, a ciascuno il vero e dovuto adempimento.
Lo so che io sono ciò che sono. Ma non sono sicuro di quello che sono.
Solo attraverso un mondo di illusioni viene data agli uomini la possibilità di raggiungere l'illuminazione.
Alla stupida domanda 'Perché io?', il cosmo neanche si degna si rispondere 'Perché no?'.
Meglio sapere di essere disprezzato, che vedersi disprezzato e adulato a un tempo.
L'inattività è il preludio a quel genere di consapevolezza che sfocia nella presa di coscienza finale dell'inutilità di qualsiasi azione.
È il duende lo spirito che si impossessa dell'uomo quando rinuncia agli algidi perfezionismi e all'ansia da prestazione.
Più che l'amoralità, il problema del nostro tempo è proprio questo: pochissimi, inclusi gli amministratori delegati delle banche che guadagnano nove trilioni di dollari l'anno, sanno che diavolo stanno facendo.