Davanti a uno che muore, la parola vivere suona oscena.- Lalla Romano
Davanti a uno che muore, la parola vivere suona oscena.
Il successo esclude un po' dagli altri e ci fa vergognare, nel senso di sentirci privilegiati.
Il materialismo non è meno nobile dello spiritualismo; anzi, di più perché non pretende di esserlo.
Nel silenzio si cerca di capire.
Temo il dolore fisico in quanto penso che esso possa limitare la mia libertà. Ho paura di non saperlo sopportare.
Come per la scrittura, anche la pittura fa una selezione. Lo scrittore la fa nella memoria e nel vocabolario, il pittore la fa nella memoria dell'arte e nella natura stessa, scegliendo secondo la propria sensibilità.
I cimiteri sono pieni di gente di cui il mondo non poteva fare a meno.
Le persone più vitali sono quelle che hanno maggior terrore della morte, e perciò costrette a sfuggirla e a rimuoverne l'incubo moltiplicano gli atti di vita e collocano in essi il senso del quale hanno bisogno.
Molte persone muoiono a venticinque anni e non vengono sepolti fino a quando non ne hanno settantacinque.
Senza fede non potremmo accettare né concepire la morte.
Si può sopravvivere a tutto al giorno d'oggi tranne che alla morte, e si può far dimenticare ogni cosa eccetto una buona reputazione.
Non ci si può mai preparare abbastanza alla morte. Altre azioni possono essere ripetute, si possono ritentare se non riescono la prima volta. Non è così con la morte: essa avviene una volta sola e non c'è alcuna possibilità di ripeterla perché riesca meglio.
La morte è un vile esperimento chimico che viene effettuato su tutti tranne che sugli alberi della sequoia.
La morte, mistero inesplicabile, di cui un'esperienza quotidiana sembra non avere ancora convinto gli uomini.
La morte non è l'opposto della vita, ma una sua parte integrante.
Nella morte vi sono molti più incontri che separazioni.