Davanti a uno che muore, la parola vivere suona oscena.- Lalla Romano
Davanti a uno che muore, la parola vivere suona oscena.
Quando il male passa, perdoniamo Dio.
Non capisco come si possa essere gente annoiata e gente spensierata. Sono gli stessi, forse.
Della nostra storia nulla vive se non raccontato (cantato).
Spesso, mentire è carità.
Si parla di amicizia quando c'è una certa comunione, affinità di gusti e si sta bene insieme. Ci sono amicizie che possono avere dei limiti. La vera amicizia, credo, sia abbastanza rara. Considero amici solo quelli che in qualche modo mi sono stati maestri, perché mi hanno insegnato qualcosa.
Conosco l'arti del fellone ignote, ma ben può nulla chi morir non pote.
Ad un certo punto della vita non è la speranza l'ultima a morire, ma il morire è l'ultima speranza.
Il primo requisito per l'immortalità è la morte.
Ricordiamo il vecchio adagio: si vis pacem, para bellum: se vuoi conservare la pace preparati alla guerra. Sarebbe ora di modificare questo adagio e di dire: si vis vitam, para mortem: se vuoi poter sopportare la vita, disponiti ad accettare la morte.
La morte, questo fiero sergente, è severa nella sua custodia.
E se Dio avesse inventato la morte per farsi perdonare la vita?
La morte è l'ultimo medico delle malattie.
Si vive solo due volte: una volta quando si nasce e una volta quando si guarda la morte in faccia.
Una bella morte... che sciocchezza, la morte non è mai bella, la morte è laida, sempre, è la negazione della vita.
Una donna stende il bucato nel silenzio. La morte è senza vento.