Forse perché della fatal quïete tu sei l'immago a me sì cara vieni o Sera!- Ugo Foscolo
Forse perché della fatal quïete tu sei l'immago a me sì cara vieni o Sera!
L'uomo dabbene in mezzo a' malvagi rovina sempre; e noi siam soliti ad associarci al più forte, a calpestare chi giace, e a giudicar dall'evento.
Gli uomini non hanno che due freni, il pudore e la forca.
Noi chiamiamo pomposamente virtù tutte quelle azioni che giovano alla sicurezza di chi comanda e alla paura di chi serve.
Sente assai poco la propria passione, o lieta o triste che sia, chi sa troppo minutamente descriverla.
Un amante infelice merita di essere compianto; ma un amante riamato, che soffre ogni ora i tormenti dell'inferno, merita di essere rispettato.
Un analfabeta morto un'ora fa sa più cose sull'universo di tutti gli scienziati messi insieme.
S'i' fosse morte, andarei da mio padre; s'i' fosse vita fuggirei da lui: similmente faria da mia madre.
Come il sole la nebbia, così il pensier della morte fuga e discioglie ogni cupidigia, ogn'invidia, ogni odio.
Se la morte non fosse una forma di soluzione, i viventi avrebbero trovato un modo qualsiasi di aggirarla.
La morte ci consuma giorno per giorno, non ci trascina via all'improvviso.
Solo per la morte noi siamo insostituibili.
L'anima non dimora, qual massa indipendente, nel corpo come in un carcere, da cui sarebbe liberata dalla morte. L'anima è l'uomo nella sua totalità. L'uomo non ha un'anima, egli è un'anima.
La morte si sconta vivendo.
Pochi uomini desiderano veramente di morire; ma infiniti vorrebbero non esser mai nati.
Vivere nuoce gravemente alla salute.