Morte: il piacere di fare un viaggio senza valigie.- Dina Vettore Tanziani
Morte: il piacere di fare un viaggio senza valigie.
Indifferenza: non fa niente per farsi notare, ma la vedi dappertutto.
La statistica ci segnala che possiamo contare in tutto su un venticinquemila giorni; qualche migliaio in più per qualcuno. Ma dopo non ce ne saranno altri. Per nessuno. Sì: anche per me che scrivo, anche per te che leggi sarà subito sera.
La morte è orribile solo per colui che non crede in Dio, oppure crede in un Dio malvagio, il che è la stessa cosa. Per colui che crede in Dio, nella sua bontà e vive in questa vita secondo la sua legge ed ha sperimentato questa sua bontà, per costui la morte è solo un passaggio.
La morte si sconta vivendo.
La morte è un sonno senza sogni e forse senza risveglio.
Non penso alla morte, ma accetto il fatto che sia parte del gioco.
Ci sono diecimila e più porte attraverso cui l'uomo può uscire di scena.
La morte può essere l'espiazione delle colpe, ma non può mai ripararle.
"So che morirò, ma non ci credo". Dice Jacques Madaule. Lo so ma non ne sono intimamente persuaso. Se ne fossi persuaso completamente certo non potrei più vivere.
Io, è da quando amo, che ho paura della morte.
La morte sorride a tutti; un uomo non può far altro che sorriderle di rimando.