Morte: il piacere di fare un viaggio senza valigie.- Dina Vettore Tanziani
Morte: il piacere di fare un viaggio senza valigie.
Indifferenza: non fa niente per farsi notare, ma la vedi dappertutto.
Qualche volta si scopre che la morte è molto posteriore alla vera morte, come la vita, a sua volta, anteriore alla coscienza della vita.
La morte è una battaglia sempre perduta.
Come il sole la nebbia, così il pensier della morte fuga e discioglie ogni cupidigia, ogn'invidia, ogni odio.
La morte è orribile solo per colui che non crede in Dio, oppure crede in un Dio malvagio, il che è la stessa cosa. Per colui che crede in Dio, nella sua bontà e vive in questa vita secondo la sua legge ed ha sperimentato questa sua bontà, per costui la morte è solo un passaggio.
Morire è facile, prima o poi ci riescono tutti.
Se si potesse scontare la morte dormendola a rate!
Chi teme la morte è già morto.
Crediamo che la morte ci segua e, invece, ci ha preceduto e ci seguirà. Tutto quello che è stato prima di noi è morte; che importa se non cominci oppure finisci, quando il risultato in entrambi i casi è questo: non esistere.
Non ti preoccupare della morte, quando ci arrivi, perché non lascia impronte.
Se, come ci assicurano, è prevista la vita eterna, perché deve esserci la morte?