Morte: il piacere di fare un viaggio senza valigie.- Dina Vettore Tanziani
Morte: il piacere di fare un viaggio senza valigie.
Indifferenza: non fa niente per farsi notare, ma la vedi dappertutto.
La morte è questo: la completa uguaglianza degli ineguali.
Se mi converto è perché è meglio che muoia un credente che un ateo.
Crediamo che la morte ci segua e, invece, ci ha preceduto e ci seguirà. Tutto quello che è stato prima di noi è morte; che importa se non cominci oppure finisci, quando il risultato in entrambi i casi è questo: non esistere.
Perché la morte è un infinito atto d'amore.
Mi sono riappacificato col pensiero di dover morire quando ho compreso che senza la morte non arriveremmo mai a fare un atto di piena fiducia in Dio. Di fatto in ogni scelta impegnativa noi abbiamo sempre delle uscite di sicurezza. Invece la morte ci obbliga a fidarci totalmente di Dio.
Quando un uomo muore, non viene strappato un capitolo dal libro, ma viene tradotto in una lingua migliore.
Non è che ho paura di morire. È che non vorrei essere lì quando succede.
L'uomo morendo salda tutti i debiti.
Gli uomini temono la morte come i bambini temono il buio; e come quella paura naturale nei bambini è accresciuta da fole e racconti, così è dell'altra.
La morte è il fondo scuro che serve a uno specchio se vogliamo vedere qualcosa.