La morte è un sonno senza sogni e forse senza risveglio.- Honoré de Balzac
La morte è un sonno senza sogni e forse senza risveglio.
Da quando le società esistono, un governo, per forza di cose, è sempre stato un contratto d'assicurazione concluso fra i ricchi contro i poveri.
La virtù è inscindibile: o è o non è. Si dice che basta far penitenza dei propri peccati. Un altro bel sistema, in virtù del quale si è assolti da un delitto con un atto di contrizione!
L'amore che economizza non è mai vero amore.
Quei bordelli del pensiero che si chiamano giornali.
Non si sale mai così in alto se non quando non si sa dove si va.
Alla fine tutte le cose non devono forse essere inghiottite dalla morte?
La morte dei giovani è un naufragio. La morte dei vecchi è un approdare al porto.
Spesso sono i giovani ad avere le idee necessarie affinché la società progredisca. Però i vecchi non sempre sono disposti a cedere loro il posto: in questo caso la morte è utile alla società.
Per tre giorni dopo la morte i capelli e le unghie continuano a crescere ma le telefonate calano progressivamente.
Ogni mattina e ogni sera dovremmo continuamente pensare alla morte, sentendoci già morti da sempre; in tal modo, saremo liberi di muoverci in ogni situazione.
Perché la morte è un infinito atto d'amore.
Non c'è spazio per la Morte.
Ognuno di noi parte da una fondamentale certezza: la morte, ma deve approdare ad una altrettanto valida certezza; la vita. Sono questi il NERO ed il BIANCO della nostra esistenza.
Molti di noi percorrono la vita in punta di piedi, così da raggiungere la morte in tutta sicurezza.
Sin dal giorno della mia nascita, la mia morte ha iniziato il suo cammino. Sta camminando verso di me, senza fretta.