La morte è un sonno senza sogni e forse senza risveglio.- Honoré de Balzac
La morte è un sonno senza sogni e forse senza risveglio.
A Parigi la generosità è il più delle volte niente altro che una speculazione; come l'ingratitudine è quasi sempre una vendetta!... Con una parente povera si tratta come con i cani ai quali si dànno le ossa.
Il male possiede una voce poderosa che desta le anime volgari e le riempie d'ammirazione, mentre il bene è largamente muto.
Un marito non deve mai addormentarsi per primo né svegliarsi per ultimo.
L'insuccesso ci fa sentire sempre il potere delle nostre pretese.
Nessuna donna, per quanto gran moralista può essere, può essere eguale a un uomo.
Ricordiamo il vecchio adagio: si vis pacem, para bellum: se vuoi conservare la pace preparati alla guerra. Sarebbe ora di modificare questo adagio e di dire: si vis vitam, para mortem: se vuoi poter sopportare la vita, disponiti ad accettare la morte.
La morte è l'ignoranza della vita: quanti uomini morti si aggirano tra i viventi.
Per tre giorni dopo la morte i capelli e le unghie continuano a crescere ma le telefonate calano progressivamente.
Notare nei cimiteri il grande rispetto della morte da parte di gente che non ha rispetto per la vita.
Ci vuole indubbiamente più coraggio ad affrontare la vita che ad affrontare la morte.
Molte persone hanno così tanta paura di morire da non riuscire a vivere.
Nessuno ha ancora capito se la morte sia un punto o una virgola.
Giaceva immobile e la morte non era con lui. Doveva essere passata da un'altra strada. La morte pedalava in bicicletta, si muoveva silenziosa sul selciato.
Meglio morire combattendo per la libertà che vivere da schiavi.
Non c'è nulla di certo nella vita di un uomo, tranne questo: che egli deve perderla.