La morte è un sonno senza sogni e forse senza risveglio.- Honoré de Balzac
La morte è un sonno senza sogni e forse senza risveglio.
La rassegnazione della vigilia ha sempre preparato quella dell'indomani.
La felicità materiale riposa sempre sulle cifre.
Il male possiede una voce poderosa che desta le anime volgari e le riempie d'ammirazione, mentre il bene è largamente muto.
La critica è una spazzola che non si può usare sulle stoffe leggere, dove porterebbe via tutto.
La coscienza è uno di quei bastoni che ciascuno brandisce per picchiare il suo vicino e del quale non si serve mai per se stesso.
Tutte le tragedie finiscono con la morte, tutte le commedie con un matrimonio.
Chissà se ciò che è chiamato morire è vivere, oppure se vivere è morire.
La morte vera è la separazione da Dio e questa è intollerabile; la morte vera è la non fede, la non speranza, il non amore.
L'uomo è un pacco postale che la levatrice spedisce al becchino.
Chi sarebbe così insensato da morire senza aver fatto almeno il giro della propria prigione?
Per uno che viene sepolto vivo ce ne sono cento altri che penzolano sulla terra, pur essendo morti.
La morte è dolce a chi la vita è amara.
La vita è uno strano regalo. All'inizio lo si sopravvaluta, questo regalo: si crede di aver ricevuto la vita eterna. Dopo lo si sottovaluta, lo si trova scadente, troppo corto, si sarebbe quasi pronto a gettarlo. Infine, ci si rende conto che non era un regalo, ma solo un prestito."
È morto col sorriso sulle labbra. Altrui.
Giù, giù, in fondo al cuore, non crediamo alla nostra estinzione; in qualche modo ci aspettiamo di essere presenti, a osservare quello che succederà ai posteri.