È morto col sorriso sulle labbra. Altrui.- Roberto Gervaso
È morto col sorriso sulle labbra. Altrui.
Il diritto di voto dovrebbe anche essere diritto di veto.
Quanta rassegnazione nella saggezza.
Ciò che più mi fa perdere la pazienza è l'esortazione a mantenerla.
Qui, fra l'indifferenza degl'italiani, giace l'Italia.
La morte ci fa rinunciare a quello che la vita non ci avrebbe mai dato.
La morte è la porta che tutti noi dobbiamo attraversare, ed è questo nostro io spirituale che, abbandonato il corpo fisico, ci farà continuare a vivere, a imparare e a crescere mentre proseguiamo.
O sei innamorato, o non lo sei. E' come la morte... o sei morto, o non lo sei: non è che uno è troppo morto! Non c'è troppo amore, l'amore è lì, non si può andare oltre un certo limite e quando ci arrivi, a questo limite, è per l'eternità.
La morte è un vile esperimento chimico che viene effettuato su tutti tranne che sugli alberi della sequoia.
Si usano deplorare le morti premature, ma nessuno depreca quelle tardive, ben più incresciose di tutte.
La morte viveva in me e mi abbandonò per andare a vivere in un altro corpo.
Oh dottore! Temevo che non riuscisse ad arrivare e che io sarei dovuto morire senza il suo aiuto.
La morte è l'ammirevole liquidazione della vita.
La morte non viene una volta sola: quella che ci porta via è l'ultima morte.
Non ci si uccide per amore di una donna. Ci si uccide perché un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudità, miseria, inermità, amore, disillusione, destino, morte.
"So che morirò, ma non ci credo". Dice Jacques Madaule. Lo so ma non ne sono intimamente persuaso. Se ne fossi persuaso completamente certo non potrei più vivere.