La morte, ch'era il vostro coraggio, può esservi tolta come un bene.- Cesare Pavese
La morte, ch'era il vostro coraggio, può esservi tolta come un bene.
Tanto poco un uomo si interessa dell'altro, che persino il Cristianesimo raccomanda di fare il bene per amore di Dio.
La gente di questi paesi è di un tatto e di una cortesia che hanno una sola spiegazione: qui una volta la civiltà era greca.
La bontà che nasce dalla stanchezza di soffrire è un orrore peggio che la sofferenza.
La vita senza fumo è come il fumo senza l'arrosto.
Non si ricordano i giorni, si ricordano gli attimi.
Il corpo e la sua morte restano i più grandi pensatori.
La morte è così poco temibile che proprio per merito suo non dobbiamo temere nulla.
Se sei triste e vorresti morire, pensa a chi è triste e vorrebbe vivere ma sa di dover morire.
L'uomo muore di freddo, non di oscurità.
La morte ci fa rinunciare a quello che la vita non ci avrebbe mai dato.
Se, come ci assicurano, è prevista la vita eterna, perché deve esserci la morte?
Alla stupida domanda "Perché io?" l'universo si prende a malapena il disturbo di replicare: perché no?
Ciò che principalmente ti affligge nella morte altrui è la rinnovata visione della certezza della tua.
È l'inerte che prevale nell'universo e non ciò che vive. Morire è passare dalla parte del più forte.
Entra infine nel Mio Essere chi, al momento del trapasso, quando abbandona il corpo, pensa soltanto a Me. Questo è vero al di là di ogni dubbio.