La morte, questo fiero sergente, è severa nella sua custodia.- William Shakespeare
La morte, questo fiero sergente, è severa nella sua custodia.
È provato che l'umiltà servì sempre da scala all'ambizione, quando questa è giovane, e chi sale le volge sempre il volto; ma poi, raggiunto l'ultimo gradino, volta il dorso alla scala, e guarda in alto sdegnoso ormai degli umili gradini grazie ai quali è salito fin lassù.
Non sai che sono donna? Quando penso, devo parlare.
Niente nella sua vitaDivenne lui come il fatto di lasciarla.
Non desidero una rosa a Natale più di quanto possa desiderar la neve a maggio: d'ogni cosa mi piace che maturi quand'è la sua stagione.
Saggiamente e con lentezza; inciampano quelli che corrono veloce.
La morte stessa non è, per chi vi rifletta, cosa così seria come il matrimonio.
Se sei triste e vorresti morire, pensa a chi è triste e vorrebbe vivere ma sa di dover morire.
I morti non soffrono di essere morti e i vivi non soffrono se non perché vivono.
Spesso fa più male la paura di morire che la morte.
La separazione e la morte sono atroci. Però un amore che non sembri l'ultimo della vita, per una donna non è che un inutile passatempo.
La morte mette fine alla vita, non ad una relazione.
La salute non ha mai prodotto niente. L'infelicità è un dono. Io mangio solo per nutrire il dolore. La preparazione alla morte dura una vita intera.
La nostra morte non è una fine se possiamo vivere nei nostri figli e nella giovane generazione. Perché essi sono noi: i nostri corpi non sono che le foglie appassite sull'albero della vita.
La morte di un uomo è meno affar suo che di chi gli sopravvive.
L'interesse per la malattia e la morte è sempre e soltanto un'altra espressione dell'interesse per la vita.