Chissà se ciò che è chiamato morire è vivere, oppure se vivere è morire.- Euripide
Chissà se ciò che è chiamato morire è vivere, oppure se vivere è morire.
Sai che cosa passa ogni limite? Che le donne facciano di noi ciò che fanno e noi lo sopportiamo.
Il tempo è breve; chi insegue l'immenso perde l'attimo presente.
Niente è più maligno di una donna maligna.
Chi trascura di imparare in giovinezza perde il passato ed è morto per il futuro.
La morte, ch'era il vostro coraggio, può esservi tolta come un bene.
Il corpo e la sua morte restano i più grandi pensatori.
La morte è l'assentarsi dell'eterno.
Morte è quanto vediamo stando svegli, sonno quanto vediamo dormendo.
Colui il quale ha sentito il soffio della Morte alitare presso il suo volto, guarda la Vita con occhi diversi.
Dicono che la morte è un mistero, ma il fatto di essere esistito è un mistero maggiore, apparentemente è banale, e invece è così misterioso.
Nulla possiamo dire "nostro" eccetto la morte.
La morte, la vita, la fama, l'infamia, il dolore, il piacere, la ricchezza, la povertà, tutto ciò tocca ugualmente a buoni e cattivi, non essendo queste cose né belle né brutte; e, dunque, neppure beni o mali.
All'ombra de' cipressi e dentro l'urne confortate di pianto è forse il sonno della morte men duro?
Le persone più vitali sono quelle che hanno maggior terrore della morte, e perciò costrette a sfuggirla e a rimuoverne l'incubo moltiplicano gli atti di vita e collocano in essi il senso del quale hanno bisogno.