La morte risolve tutti i problemi.- Stalin
La morte risolve tutti i problemi.
Nell'esercito sovietico ci vuole più coraggio a ritirarsi che ad avanzare.
Il fascismo è la dittatura terroristica aperta degli elementi più reazionari, più sciovinisti e più imperialisti del capitale finanziario.
Non è il censo, né l'origine nazionale, né il sesso, né la carica o il grado, ma sono le capacità personali di ogni cittadino che determinano la sua posizione nella società.
So che dopo la mia morte sulla mia tomba sarà deposta molta immondizia. Ma il vento della storia la disperderà senza pietà.
Una singola morte è una tragedia, un milione di morti è una statistica.
Voglio un prete, un rabbino, e un pastore protestante. Voglio scommettere in ogni settore.
Non disprezzare la morte ma accoglila di buon grado perché anch'essa è un ente tra quelli che natura vuole.
Morire bene significa sfuggire al pericolo di vivere male.
Morire sarà, su per giù, come quando su una vetrina una saracinesca s'abbassa.
La prima e più saliente contrapposizione è tra uomini e donne; la seconda, fra i vivi e i morti; la terza, fra amici e nemici.
Entra infine nel Mio Essere chi, al momento del trapasso, quando abbandona il corpo, pensa soltanto a Me. Questo è vero al di là di ogni dubbio.
In fondo, e in sintesi estrema, è per sfuggire alla morte che ci siamo inventati il linguaggio, l'arte, la filosofia, la politica.
Nessuno è separato da nessuno. Nessuno lotta per se stesso. Tutto è uno. L'angoscia e il dolore, il piacere e la morte non sono nient'altro che un processo per esistere. La lotta rivoluzionaria in questo processo è una porta aperta all'intelligenza.
La morte viene silenziosa come un alce, dai vivi ci separa con il taglio di una falce.
Ormai mi incuriosisce di più morire. Mi rincresce solo che non potrò scriverne.