La morte dei giovani è un naufragio. La morte dei vecchi è un approdare al porto.- Plutarco
La morte dei giovani è un naufragio. La morte dei vecchi è un approdare al porto.
Che orribile vista ci presenta la mensa dei ricchi, veder adornarla da cuochi e pasticcieri di cadaveri e corpi morti.
Non solo dunque il mangiar carne è contro natura in relazione al corpo, ma rende ottuso anche lo spirito con la sazietà e il disgusto che ne deriva.
Come nel gioco della palla bisogna che chi la riceve si muova in sincronia con chi la lancia, così in un dibattito dev'esserci una certa sintonia fra l'oratore e l'ascoltatore, quando ciascuno dei due sia rispettoso di ciò che gli compete.
Dentro all'amicizia vivono Grazia e Amore.
La morte è l'assentarsi dell'eterno.
Chi muore paga tutti i debiti.
Un confessore si recò da un moribondo e gli disse: «Vengo a esortarvi a morire in pace». L'altro rispose: «E io vi esorto a lasciarmi morire in pace».
Vivo alla morte, ma morto alla vita.
Poche cose sono più facili che vivere male e morire bene.
Certamente si deve morire, ma la morte viene associata a una "vecchiaia" vissuta come un evento molto lontano che non ci riguarda da vicino.
Io devo vivere in compagnia della morte. La destesto, naturalmente, ma non la temo. Se la temessi non varrei nulla come medico. Dovrei temerla?
Pochi uomini desiderano veramente di morire; ma infiniti vorrebbero non esser mai nati.
Spesso fa più male la paura di morire che la morte.
Non è che ho paura di morire. Solo che non voglio esserci quando accadrà.