Si muore talmente meglio quando si crede a qualcosa. Si muore talmente di meno.- Oriana Fallaci
Si muore talmente meglio quando si crede a qualcosa. Si muore talmente di meno.
L'abitudine è il più spietato dei veleni perché entra in noi lentamente, silenziosamente, cresce a poco a poco nutrendosi della nostra inconsapevolezza, e quando scopriamo d'averla addosso ogni fibra di noi s'è adeguata, ogni gesto s'è condizionato, non esiste più medicina che possa guarirci.
Il Futuro è un'ipotesi, una congettura, una supposizione, cioè una non-realtà. Tutt'al più, una speranza alla quale tentiamo di dar corpo coi sogni e le fantasie.
La guerra non è una maledizione insita nella nostra natura: è una maledizione insita nella Vita. Non ci si sottrae alla guerra perché la guerra fa parte della Vita.
La felicità è un oblìo che dura una settimana.
Niente è indegno quando il fine è degno.
Vista positivamente, la morte è una delle poche cose che si possono fare facilmente restando distesi.
In qualunque luogo ci sorprenda la morte in battaglia, che sia la benvenuta.
Morte: il piacere di fare un viaggio senza valigie.
Il gambero arrossisce dopo la morte. Che finezza esemplare, in una vittima!
Per me la morte non è una cosa spaventosa. Vivere è invece una maledizione.
Ai lutti succedono presto o tardi eventi lieti, è legge della vita.
Cosa vorrei sulla mia epigrafe? Data di nascita, data di morte. Punto. Le parole delle epigrafi sono tutte uguali. A leggerle uno si chiede: ma scusate, se sono tutti buoni, dov'è il cimitero dei cattivi?
La morte distrugge un uomo, l'idea della morte lo salva.
La morte ci colga vivi.
È meglio morire svuotandosi che riempendosi, e meglio di fame che d'indigestione.