Io, è da quando amo, che ho paura della morte.- Maxence Van der Meersch
Io, è da quando amo, che ho paura della morte.
Ho avuto fede nelle armi che possedevo: denaro, salute, sapienza. Ed ora non credo più in nulla.
Ci si crede liberi, perché si è, nell'esistenza, come un pallone nell'aria, indipendente in apparenza in mezzo alla tempesta che non si sente, ma portati via da lei senza resistenza possibile.
Tutte le glorie defunte di questo mondo non valgono, dicono, un cane in vita...
La calma sconcerta la collera.
La letteratura e le arti tendono troppo a semplificare l'uomo ai nostri occhi, a mostrarlo più logico di quanto sia. Ma la vita di tutti i giorni, se la si capisce bene, ci proverebbe che siamo degli esseri profondamente illogici.
È necessaria l'infelicità per capire la gioia, il dubbio per capire la verità... la morte per comprendere la vita. Perciò affronta e abbraccia la tristezza quando viene.
Di fronte a se stesso ognuno è immortale; può sapere che sta per morire, ma non potrà mai sapere che è morto.
La morte raggiunge anche l'uomo che fugge.
Non ho paura di morire, ma mi scoccia da matti. Mi scoccia che un giorno non ci sarò più. Mi dispiace andarmene da qui. Ma non è paura, è semplicemente fastidio. Morire è una vera stronzata. Darei la vita per non morire.
I morti sono persone fredde.
La morte è quella malattia che pone fine a tutte le altre.
La morte, il più atroce di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c'è, quando c'è lei non ci siamo noi.
La morte è una caratteristica acquisita.
In qualunque luogo ci sorprenda la morte in battaglia, che sia la benvenuta.
"Siamo nati per morire." Se l'avessi saputo prima!