La morte odora di resurrezione.- Eugenio Montale
La morte odora di resurrezione.
Ammazzare il tempo è il problema sempre più preoccupante che si presenta all'uomo d'oggi e di domani.
Se procedi t'imbatti tu forse nel fantasma che ti salva: si compongono qui le storie, gli atti scancellati pel giuoco del futuro.
In altri tempi i comandanti di navi da guerra andavano a picco con la loro nave dopo aver salvato l'equipaggio. Essi erano i depositari di una responsabilità e per questo erano rispettati. Ma si potrebbe anche immaginare una civiltà che affonda dopo che i suoi capi hanno già fatto le valige.
L'uomo coltiva la propria infelicità per avere il gusto di combatterla a piccole dosi.
È molto triste per i superstiti individui che l'arte moderna, nata come tragedia, si sia capovolta in commedia o in farsa.
La morte viene silenziosa come un alce, dai vivi ci separa con il taglio di una falce.
Andai nei boschi per vivere con saggezza, vivere in profondità e succhiare tutto il midollo della vita, per sbaragliare tutto ciò che non era vita e non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto.
Sì, prova un po' a negare la morte. È lei che ti nega, e basta!
Per metà degli uomini la morte arriva prima di diventare creature razionali.
Quando si nasce poeti, l'amore e la morte si fanno compagnia e tutti e due hanno le tasche bucate per non contare gli anni.
Quando siamo nati abbiamo perso quanto perderemo con la morte: tutto.
Devi amare la vita, perché la morte è una scocciatura.
Lasciando con la patria ogni conforto, Ove più l'Appennin la neve agghiaccia, Carco n'andrò di così gravi some, Chiamando morte, e te sola per nome.
Vivere nuoce gravemente alla salute.
Ci sono diecimila e più porte attraverso cui l'uomo può uscire di scena.