È più facile sopportare la morte senza pensarvi che il pensiero della morte senza pericolo.- Blaise Pascal
È più facile sopportare la morte senza pensarvi che il pensiero della morte senza pericolo.
Quando saremo afflitti, la scienza della realtà fuori di noi non ci consolerà dell'ignoranza morale, ma la scienza morale mi consolerà sempre dell'ignoranza delle scienze oggettive.
Due eccessi: escludere la ragione, non ammettere che la ragione.
Prendersi gioco della filosofia è fare davvero filosofia.
L'uomo è grande poiché si riconosce miserabile. Un albero non si riconosce miserabile. Si è quindi miserabili perché ci si riconosce miserabili: ma è essere grandi riconoscere che si è miserabili.
Se l'uomo non è fatto per Dio perché non è felice se non in Dio? Se l'uomo è fatto per Dio, perché è così contrario a Dio?
La morte come desiderio si trova davvero ovunque, e non è necessario scavare molto nell'uomo per trarla alla luce.
Entriamo nel sonno per un atto di egoismo giornaliero: nella morte per un egoismo definitivo.
È l'ignoto che temiamo, quando guardiamo la morte e il buio, nient'altro.
I morti non soffrono di essere morti e i vivi non soffrono se non perché vivono.
L'ambizione è la morte del pensiero.
Morire non mi piace per niente. È l'ultima cosa che farò.
La morte non è forse altro che la nascita di un'anima.
Poi c'hai del sangue mio sete si ardente, E perchi'io mora, o Morte acerba e ria, Sei mossa per ferir la donna mia, Col velenoso stral fiero e pungente.
L'eccesso di dolore per la morte è follia; perché è una ferita ai viventi, e i morti non la conoscono.
Hai tolto il sonno, qui, alla mia morte. Mi rallegrava l'idea di essere un morto insonne. Per questo piacere trascurai la cortesia; la frase poteva suggerire un rimprovero implicito.