La nostra morte individuale, solitaria e dimenticata nel frastuono delle cose ci incute sgomento in cuore.- Claudio Magris
La nostra morte individuale, solitaria e dimenticata nel frastuono delle cose ci incute sgomento in cuore.
Schnitzler è il tipico scrittore che fonde compassione e nichilismo in una visione desolata, in una cartella clinica della condizione umana in cui anche la storia e la politica appaiono maschere illusorie degli istinti e del destino.
Il tentativo di capire il mondo e la vita e di inquadrarli in un ordine non rigido né dogmatico è una delle più grandi manifestazioni della libertà.
Tranne pochi spiriti capaci di libertà, quasi tutti riusciamo a non vedere ciò che non vogliamo vedere, e ci rendiamo colpevoli, in un'assurda buona fede che non ci salverà ma che ci verrà imputata come un'aggravante.
Per governare bisogna saper conoscere gli uomini.
Tutte le ideologie servono a velare e a sopportare l'intollerabile tragicità della vita nuda, con la quale non è il caso di civettare e che è bene far finta di ignorare.
La morte in sé non è una brutta cosa: brutta è la strada che porta alla morte.
Non puoi sapere dove ti attenda la morte: perciò aspettala dovunque.
Non c'è spazio per la Morte.
Senza fede non potremmo accettare né concepire la morte.
Alcuni di voi e io stesso forse non vivranno fino a vedere il sole sorgere oltre quelle montagne, ma io vi dico, quello che ogni guerriero sa dalla notte dei tempi... Vincete la paura e vi prometto che vincerete la morte!
Posso morire quando voglio: questo è il mio elisir di vita.
La morte si sconta vivendo.
Morire è una delle poche cose che si possono fare facilmente stando sdraiati.
Una singola morte è una tragedia, un milione di morti è una statistica.
La morte non è il morire, ma ciò che avviene prima di morire, immediatamente prima, quando non ha ancora penetrato il corpo, e se ne sta immobile, bianca, nera, viola, livida, seduta sulla sedia più vicina.