La nostra morte individuale, solitaria e dimenticata nel frastuono delle cose ci incute sgomento in cuore.- Claudio Magris
La nostra morte individuale, solitaria e dimenticata nel frastuono delle cose ci incute sgomento in cuore.
Forse è questo il peccato originale, essere incapaci di amare e di essere felici, di vivere a fondo il tempo, l'istante, senza smania di bruciarlo, di farlo finire presto.
Ridere significa essere liberi dai falsi idoli del mondo che vogliono essere adorati e dalla tracotante serietà della vita che rende schiavi.
Il tentativo di capire il mondo e la vita e di inquadrarli in un ordine non rigido né dogmatico è una delle più grandi manifestazioni della libertà.
I limiti della nostra immaginazione non sono quelli della realtà.
Una risata slarga e riscalda il cuore, ha la fraternità della preghiera; chi sa ridere di ciò che rispetta e amare ciò di cui ride, incluso in primo luogo se stesso, è un giusto.
Vai e prova a confutare la morte: la morte confuterà te, ed è tutto!
Se non fosse la morte, quasi non sarebbe poesia nella vita.
Se non ci fosse la morte, noi moriremmo eternamente.
Sapete come vi darei epigrammi a non finire? Basta portarmi via, lontano dal mio amore.
La morte è dolce a chi la vita è amara.
La prova migliore del fatto che si è stati veramente ammalati è quella di morire: ciò soddisfa tutte le esigenze scientifiche e amministrative.
Il segreto credo che sia non pensare la morte è la fine, ma pensarla piuttosto come un modo molto efficace di ridurre le vostre spese.
Ho vissuto abbastanza; ora, sazio, aspetto la morte.
La morte, mistero inesplicabile, di cui un'esperienza quotidiana sembra non avere ancora convinto gli uomini.
La morte è l'ignoranza della vita: quanti uomini morti si aggirano tra i viventi.