I grandissimi da Cristo a Socrate, a Buddha hanno parlato e non hanno scritto.- Claudio Magris
I grandissimi da Cristo a Socrate, a Buddha hanno parlato e non hanno scritto.
Imparare a ridere di ciò che si ama e si rispetta e a rispettare e amare con umiltà ciò di cui affettuosamente si ride è una delle più grandi lezioni di amore e di libertà.
Occorre disponibilità a modificarsi, accogliendo le lezioni della realtà.
La vera letteratura non è quella che lusinga il lettore, confermandolo nei suoi pregiudizi e nelle sue insicurezze, bensì quella che lo incalza e lo pone in difficoltà, che lo costringe a rifare i conti col suo mondo e con le sue certezze.
La poesia è anche e forse soprattutto lettura del grande libro della natura.
Schnitzler è il tipico scrittore che fonde compassione e nichilismo in una visione desolata, in una cartella clinica della condizione umana in cui anche la storia e la politica appaiono maschere illusorie degli istinti e del destino.
Parlare di morte è come parlare di denaro. Noi non sappiamo né il prezzo né il valore.
Il vero contatto fra gli esseri si stabilisce solo con la presenza muta, con l'apparente non-comunicazione, con lo scambio misterioso e senza parole che assomiglia alla preghiera interiore.
La lingua è una geniale convenzione, le parole significano qualcosa solo perché siamo tutti d'accordo che ciò debbano significare.
Parla poco, fai molto.
Uomo che ami parlare molto: ascolta e diventerai simile al saggio. L'inizio della saggezza è il silenzio.
Il parlare è spesso un tormento per me e ho bisogno di molti giorni di silenzio per ricoverarmi dalla futilità delle parole.
Ci sono persone che parlano, parlano, parlano... finché trovano qualcosa da dire.
La parola e il silenzio. Ci si sente più al sicuro vicino a un pazzo che parla, che a un pazzo incapace di aprire bocca.
La parola è un'ala del silenzio.
Non parlare mai di pace e di amore: un Uomo ci ha provato e lo hanno crocefisso.