I grandissimi da Cristo a Socrate, a Buddha hanno parlato e non hanno scritto.- Claudio Magris
I grandissimi da Cristo a Socrate, a Buddha hanno parlato e non hanno scritto.
L'amore per i classici, se diventa alterigia, è offensivo per i classici.
Tutto è sempre possibile, anche la guerra, che ci sembra impensabile e che la nostra cultura si illudeva di aver superato e aveva invece soltanto rimosso.
La scienza ha indirettamente una grande funzione morale, perché insegna a distinguere i fatti dai valori, a non confondere le diverse sfere di competenza. Questa chiarezza, questa corretta grammatica e sintassi del pensiero sono la premessa per non imbrogliare e non essere imbrogliati.
Leggere è una delle esperienze più formative e creative per la vita e l'intelligenza di un individuo e dunque di una collettività, di una civiltà.
La cultura del «parliamone» rischia talvolta di tradursi in una verbosa retorica, in un'involontaria e involontariamente comica parodia della democrazia.
A parlarne troppo non si apprezza più nulla.
Non parlerei tanto di me stesso se ci fosse qualcun altro che conoscessi ugualmente bene.
Una buona parola è spesso più utile d'una medicina.
Rimproveriamo alla gente di parlare di sé; ma è l'argomento che sa trattare meglio.
La parola e il silenzio. Ci si sente più al sicuro vicino a un pazzo che parla, che a un pazzo incapace di aprire bocca.
Non ho fiducia di chi sta in silenzio. In genere parlano nel momento sbagliato e dicono stupidaggini. Parlare a tempo e luogo non è cosa facile, ci vuole della pratica.
Le parole sono per i pensieri quel che è l'oro per i diamanti: necessario per metterli in opera, ma ce ne vuol poco.
Non si parla solamente per parlare, per dire "ho fatto questo" "ho fatto quello" "ho mangiato e bevuto", ma si parla per farsi un'idea, per capire come va questo mondo.
Sappiamo tutti, per esperienza, che le parole possono spesso servire da cortina fumogena per nascondere i pensieri.
Dopo circa quaranta secoli di civiltà orale la Parola è una moneta inflazionata.