La poesia è anche e forse soprattutto lettura del grande libro della natura.- Claudio Magris
La poesia è anche e forse soprattutto lettura del grande libro della natura.
Non è mai una sola persona, bensì una pluralità sia pure ristretta di persone variamente amate a farci crescere e maturare; e lo stesso vale per i luoghi e per le parole poetiche.
La nostra morte individuale, solitaria e dimenticata nel frastuono delle cose ci incute sgomento in cuore.
La vita non è il supremo valore e diventa amabile e godibile quando è posta al servizio di qualcosa che è più di essa e che la rischiara e riscalda come un sole.
La storia universale è un'alternanza di divastazioni e di lifting che ne spianano le cicatrici, protesi che compensano le mutilazioni, deodoranti spruzzati sul tanfo del sangue.
Chi prevarica appellandosi alla fatalità della vita o del proprio carattere, un'ora o un anno più tardi sarà colpito in nome delle stesse ineffabili ragioni.
Un poeta che legge i suoi versi in pubblico può avere altre abitudini infami.
La poesia è un atto di pace. La pace costituisce il poeta come la farina il pane.
La mia poesia bisogna ch'io la tenga nascosta in fondo al cuore, per me, per piangere solo, per pregar solo, per disperare solo!
La poesia, che non è un'arte di arrangiare fiori, ma urgenza di afferrarsi a un bordo nella tempesta.
La poesia è una scienza esatta, come la geometria.
Lo scopo della poesia è quello di ripristinare il silenzio, la capacità di tacere.
La scienza, come la poesia, si sa che sta a un passo dalla follia.
Se non puoi essere un poeta, sii la poesia.
Il vino è la poesia della terra.
Un libro di poesie è un autunno morto: i versi son le foglie nere sulla bianca terra, e la voce che li legge è il soffio del vento che li affonda nei cuori intime distanze.