La poesia è anche e forse soprattutto lettura del grande libro della natura.- Claudio Magris
La poesia è anche e forse soprattutto lettura del grande libro della natura.
Uomini e popoli sono frumento per la storia che li macina, al momento fa male e per terra restano macchie di sangue, poi si ascigugano e il pane che viene fuori è buono.
Ma le cose saltano fuori, e gli ombrelli della nostra vita, lasciati qua e là, una volta o l'altra finiamo per ritrovarceli di nuovo in mano.
Chi ostenta, con aria di superiorità, la propria ignoranza di cose, norme e forme, lasciando ad intendere che ciò assicuri una fine sensibilità, è quasi sempre un cuore ottuso e arido, incapace di interessarsi al mondo e agli altri.
Quando uno scrittore parla a proprio nome dice ciò che pensa e in cui crede, afferma che la vita è un bene di cui ringraziare Dio o un male da deprecare; in ogni caso, condivide e sottoscrive la sua pagina.
La realtà non è idillica e non risparmia problemi né ostacoli a nessuno.
Far poesie è come far l'amore: non si saprà mai se la propria gioia è condivisa.
La poesia può essere di qualche soccorso per chi deve sostenere il peso della povertà, e di soccorso anche migliore a chi deve sostenere il peso della ricchezza.
I poeti sono i legislatori misconosciuti del mondo.
Il poeta non dorme mai ma in compenso muore spesso.
Il ricordo è poesia, e la poesia non è se non ricordo.
Ti aspetti di trovare poesia in una rivista di poesia? Le cose non sono così semplici.
Nessuno merita il nome di Creatore, tranne Dio e il poeta.
La pistola che ho puntato alla tempia si chiama Poesia.
Si dovrebbe, almeno ogni giorno, ascoltare qualche canzone, leggere una bella poesia, vedere un bel quadro, e, se possibile, dire qualche parola ragionevole.
Ogni poesia è misteriosa; nessuno sa interamente cosa gli è stato concesso di scrivere.