La pistola che ho puntato alla tempia si chiama Poesia.- Alda Merini
La pistola che ho puntato alla tempia si chiama Poesia.
Ringrazio sempre chi mi dà ragione.
Accarezzami, amore, ma come il sole che tocca la dolce fronte della luna.
Mi sveglio sempre in forma e mi deformo attraverso gli altri.
Chi tace spaventa.
Chi si ostina fa scandalo.
Per la poesia la giovinezza non basta: la fanciullezza ci vuole!
La poesia è una grazia, una possibilità di staccarsi per un po' dalla terra e sognare, volare, usare le parole come speranze, come occhi nuovi per reinventare quello che vediamo.
Quando si nasce poeti, l'amore e la morte si fanno compagnia e tutti e due hanno le tasche bucate per non contare gli anni.
Il poeta comprende la natura meglio dello scienziato.
La poesia non è un libero movimento dell'emozione, ma una fuga dall'emozione; non è l'espressione della personalità, ma la fuga dalla personalità.
Credo che la libertà sia uno dei beni che gli uomini dovrebbero apprezzare di più. La libertà è come la poesia: non deve avere aggettivi, è libertà.
La poesia propone e consegna praticamente la felicità quotidiana.
La poesia è uno scoprire e stabilire convenienze e richiami e concordanze tra il Cielo e la terra e in noi e tra noi.
Ciò che in poesia è strabiliante diventa brusco in prosa, la forza diventa brutalità, la vivacità ardore e l'audacia sfacciataggine.
I poeti son vecchi signori che mangian le stelle distesi sui prati delle loro ville. E s'inventano zingare e more per farsi credibili agli occhi del mondo col loro dolore.