La pistola che ho puntato alla tempia si chiama Poesia.- Alda Merini
La pistola che ho puntato alla tempia si chiama Poesia.
Chi ha un handicap giustifica sempre i suoi peccati.
Chi si ostina fa scandalo.
Devo liberarmi del tempo e vivere il presente giacché non esiste altro tempo che questo meraviglioso istante.
Se le donne sono frivole è perché sono intelligenti a oltranza.
L'aforisma è genio e vendetta e anche una sottile resa alla realtà biblica.
Solo i poeti riescono a farsi pagare i propri sogni; il resto dell'umanità sogna senza ricompensa.
Insegnate ai bambini la poesia: apre la mente, presta grazia alla saggezza e rende ereditarie le eroiche virtù.
Se i poeti perdono, il mondo non vincerà.
La poesia non potrà mai essere per tutti i lettori.
Le ali degli angeli raffreddano i poeti.
La poesia è la rivelazione di un sentimento che il poeta crede che sia personale e interiore, che il lettore riconosce come proprio.
Uno studioso al microscopio vede molto più di noi. Ma c'è un momento, un punto, in cui anch'egli deve fermarsi. Ebbene, è a quel punto che per me comincia la poesia.
Il compito della poesia è quello di guardare in faccia la Medusa e non già di mandarla dal parrucchiere affinché la renda più presentabile.
La poesia è uno specchio che rende bello ciò che è distorto.
Il linguaggio va a tentoni come l'amore nell'oscurità del mondo, alla ricerca di una perduta immagine primordiale. Una poesia non si può fare, solo presentire.