Poesia è malattia.- Franz Kafka
Poesia è malattia.
Abbiamo bisogno di libri che agiscano su di noi come una disgrazia che ci fa molto male, come la morte di uno che ci era più caro di noi stessi, come se fossimo respinti nei boschi, via da tutti gli uomini, come un suicidio.
Ogni rivoluzione evapora, lasciando dietro solo la melma di una nuova burocrazia.
Teoricamente esiste una possibilità di essere felici in modo assoluto: credere nell'indistruttibilità in sé e non cercare di aspirarvi.
Il mutismo è un attributo della perfezione.
La paura è l'infelicità, ma non perciò il coraggio è la felicità, è invece mancanza di paura, non coraggio, il quale forse richiede più che energia.
Non si scrive un poema con le idee, ma con le parole.
Della poesia me ne fotto, io stesso sono nato per un condom che si è rotto.
I poeti che non s'interessano alla musica sono, o diventano, cattivi poeti.
La poesia, costretta a essere poesia sociale, poesia civile, poesia patriottica, intristisce sui libri, avvizzisce nell'aria chiusa della scuola, e finalmente ammala di retorica, e muore. E noi di questa pseudopoesia ne abbiamo tanta.
Io scriverei poesie d'amore anche sulle parti di te che tu non sopporti.
La poesia propone e consegna praticamente la felicità quotidiana.
Se leggo un libro che mi gela tutta, così che nessun fuoco possa scaldarmi, so che è poesia. Se mi sento fisicamente come se mi scoperchiassero la testa, so che quella è poesia. È l'unico modo che ho di conoscerla. Ce ne sono altri?
L'uomo molto ricco deve parlare sempre di poesia o di musica ed esprimere pensieri elevati, cercando di mettere a disagio le persone che vorrebbero ammirarlo per la sua ricchezza soltanto.
Poesia potrebbe anche definirsi: la fiducia di parlare a se stessi.
Una buona educazione poetica non è che la scienza di essere scontenti.