Poesia è malattia.- Franz Kafka
Poesia è malattia.
Il suicida è un carcerato che, nel cortile della prigione, vede una forca, crede erroneamente che sia destinata a lui, evade nottetempo dalla sua cella, scende giù e s'impicca da sé.
Come ci si può rallegrare del mondo, tranne che quando ci si rifugia in esso?
La forza che si oppone al destino è in realtà una debolezza.
Solo la nostra concezione del tempo ci permette di parlare del Giorno del Giudizio chiamandolo con quel nome; in effetti è un tribunale sommario in seduta perpetua.
Il sonno è l'essere più innocente che ci sia e l'uomo insonne il più colpevole.
Ascoltami, i poeti laureati si muovono soltanto fra le piante dai nomi poco usati: bossi, ligustri o acanti.
La poesia non è una cosa morta, ma vive una vita clandestina.
La poesia che viene al mondo vi giunge carica di mondo.
Uno studioso al microscopio vede molto più di noi. Ma c'è un momento, un punto, in cui anch'egli deve fermarsi. Ebbene, è a quel punto che per me comincia la poesia.
La Poesia aiuta il cuore a non invecchiare.
Ti aspetti di trovare poesia in una rivista di poesia? Le cose non sono così semplici.
Non avete idea di quanta poesia ci sia in una tavola dei logaritmi.
La poesia tedesca torna sempre più ad immergersi nel passato ed ha radice nella leggenda, dove le onde della fantasia sgorgano ancora dalla sorgente; il presente del mondo reale può al massimo coglierlo nello scherzo umoristico.
I poeti sono i legislatori misconosciuti del mondo.
Io non so dire quello che hai letto con parole diverse da quelle che ho usato. Quando la spieghi, la poesia diventa banale. Meglio delle spiegazioni, è l'esperienza diretta delle emozioni che può spiegare la poesia ad un animo disposto a comprenderla.