Far poesie è come far l'amore: non si saprà mai se la propria gioia è condivisa.- Cesare Pavese
Far poesie è come far l'amore: non si saprà mai se la propria gioia è condivisa.
La morte è il riposo, ma il pensiero della morte è il disturbatore di ogni riposo.
La tolleranza delle idee nasce dalla illusione che la verità sia qualcosa di razionale, mentre appena si accetta il principio che qualunque idea si basa su una scelta iniziale, che la volontà è il primo organo della conoscenza, si diventa intransigenti.
Chi non è geloso anche delle mutandine della sua bella, non è innamorato.
Più il dolore è determinato e preciso, più l'istinto della vita si dibatte, e cade l'idea del suicidio.
Che importa l'eternità della dannazione a chi ha trovato, per un attimo, l'infinito della gioia?
Ho il culto delle gioie semplici, sono l'ultimo rifugio di uno spirito complesso.
La gioia è facile ai buoni; sempre si trova sul loro cammino; ed essi non hanno bisogno di andarne alla caccia, di cercarla. La gioia muove loro incontro.
Tutti che le hanno godute, dicono che le gioje di questo mondo sono ingannatrici. Ma almeno le hanno godute!
La Bellezza è l'unica cosa contro cui la forza del tempo sia vana. Ciò che è bello è una gioia per tutte le stagioni, ed è un possesso per tutta l'eternità.
Quanto più a fondo vi scava il dolore, tanta più gioia potete contenere.
Tutto ciò che è umano è patetico. La segreta fonte dell'Umorismo stesso non è gioia ma dolore. Non c'è umorismo in cielo.
Il dolore può badare a se stesso, ma per capire il pieno valore della gioia bisogna avere qualcuno con cui condividerla.
Quando si sta bene insieme non si ha nessun bisogno di mentirsi, di rassicurarsi. Direi, anzi, che la gioia la si riconosce dal silenzio. Quando la comunione è vera e intera, senza infingimenti, solo il silenzio può esprimerla.
In ogni gioia c'è questo di splendido, che arriva immeritata e che non si può mai comperare.