Far poesie è come far l'amore: non si saprà mai se la propria gioia è condivisa.- Cesare Pavese
Far poesie è come far l'amore: non si saprà mai se la propria gioia è condivisa.
Immortale è chi accetta l'istante. Chi non conosce più un domani.
Il maggiore torto del suicida è non d'uccidersi, ma di pensarci e non farlo. Niente è più abbietto dello stato di disintegrazione morale cui porta l'idea, l'abitudine dell'idea del suicidio.
Capii che Nuto aveva davvero ragione quando diceva che vivere in un buco o in un palazzo è lo stesso, che il sangue è rosso dappertutto, e tutti vogliono esser ricchi, innamorati, far fortuna.
Tutto questo fa schifo. Non parole. Un gesto. Non scriverò più.
Non va bene esagerare in beneficenza, perché ad un certo punto non si guadagna più che l'odio del beneficiato.
Gioia. Emozione che può essere suscitata nei modi più svariati; uno dei gradi più alti di intensità che può raggiungere ha comunque origine dalla contemplazione dell'altrui dolore.
Per noi guarire non è solo prescrivere medicine e terapie, ma lavorare insieme condividendo tutto in uno spirito di gioia e cooperazione.
Queste gioie violente hanno una fine violenta.
Se per la tua gioia hai bisogno del permesso di altri, sei proprio un povero sciocco.
Ho il culto delle gioie semplici, sono l'ultimo rifugio di uno spirito complesso.
La più grande gioia che può dare l'amore è la prima stretta di mano della donna amata.
In ogni gioia c'è questo di splendido, che arriva immeritata e che non si può mai comperare.
La gioia è la più semplice forma di gratitudine.
La Bellezza è l'unica cosa contro cui la forza del tempo sia vana. Ciò che è bello è una gioia per tutte le stagioni, ed è un possesso per tutta l'eternità.
Né la ricchezza più grande, né l'ammirazione delle folle, né altra cosa che dipenda da cause indefinite sono in grado di sciogliere il turbamento dell'animo e di procurare vera gioia.