Inutile piangere. Si nasce e si muore da soli.- Cesare Pavese
Inutile piangere. Si nasce e si muore da soli.
Segno certo d'amore è desiderare di conoscere, rivivere l'infanzia dell'altro.
A che serve passare dei giorni se non si ricordano?
Non manca mai a nessuno una buona ragione per uccidersi.
In amore conta soltanto aver la donna in letto e in casa: tutto il resto sono balle, luride balle.
C'è qualcosa di più assurdo dell'amore? Se lo godiamo fino all'ultimo, subito ce ne stanchiamo, disgustiamo; se lo teniamo alto per ricordarlo senza rimorsi, un giorno rimpiangeremo la nostra sciocchezza e viltà di non aver osato.
Maggior pianto che piangere è veder piangere.
Il pianto riesce a rendere spaventosa anche una bella donna. Se poi è brutta, diventerà addirittura repellente.
Un uomo che pianga bisogna trasformarlo subito, con uno schiaffo, in un furibondo.
Un giorno di pianto consuma più forze che un anno di lavoro.
Il pianto è il rifugio delle donne brutte, ma la rovina di quelle attraenti.
C'è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo.
Pare facile, conoscere perché si piange. Ma in realtà, chi volesse, potendo, esaminare il "seme del pianto", si perderebbe io temo, in un'analisi oscura e confusa, negata a ogni formula chimica.
Una donna che piange è una sfida. Un uomo che piange è una resa.
Piangevo perchè non avevo le scarpe, poi vidi un uomo senza i piedi.