Vendicarsi di un torto ricevuto è togliersi il conforto di gridare all'ingiustizia.- Cesare Pavese
Vendicarsi di un torto ricevuto è togliersi il conforto di gridare all'ingiustizia.
Far poesie è come far l'amore: non si saprà mai se la propria gioia è condivisa.
Si dovrebbe stupirsi se fosse diverso: si accumula rabbie, umiliazioni, ferocie, angosce, pianti, frenesie e alla fine ci si trova un cancro, una nefrite, un diabete, una sclerosi che ci annienta. E voilà.
Bisogna andar cauti, quando si è ragazzi, nel fare progetti, poiché questi si avverano sempre nella maturità.
La difficoltà di commettere suicidio sta in questo: è un atto di ambizione che si può commettere solo quando si sia superata ogni ambizione.
Finché ci sarà qualcuno odiato, sconosciuto, ignorato, nella vita ci sarà qualcosa da fare: avvicinare costui.
In genere gli uomini cocciuti sono molto precisi in ciò che stanno facendo: ecco perché sono così spesso in torto rispetto a ciò che fanno.
E' strano come tutti difendiamo i nostri torti con più vigore dei nostri diritti.
E c'è una terra di mezzo tra il torto e la ragione, la maggior parte del mondo la puoi trovare là.
Il sapere e la ragione parlano, l'ignoranza e il torto urlano.
La società non può sussistere tra coloro che sono sempre pronti a danneggiarsi e a farsi torto l'un l'altro.
Il miglior modo per convincere uno sciocco che ha torto è di lasciargli fare a modo suo.
Non ci sono torti imperdonabili, se non quelli di chi non si ama più.
Dimostrare che ho ragione significherebbe ammettere che potrei avere torto.
Due torti sono solo l'inizio.
Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati.