Il poeta non dorme mai ma in compenso muore spesso.- Alda Merini
Il poeta non dorme mai ma in compenso muore spesso.
Illumino spesso gli altri ma io rimango sempre al buio.
Esistono mani fatate che possono diventare "fatali".
Di fatto, non esiste pazzia senza giustificazione e ogni gesto che dalla gente comune e sobria viene considerato pazzo coinvolge il mistero di una inaudita sofferenza che non è stata colta dagli uomini.
Si va in manicomio per imparare a morire.
Spiegami come il lume della notte, come il delirio della fantasia. Spiegami come la donna e come il mimo, come pagliaccio che non ha nessuno. Spiegami perché ho rotta la sottana: uno strappo che è largo come il cuore.
La poesia è la parola dei secoli.
I poeti sono i legislatori misconosciuti del mondo.
La poesia è parola, il contrario della politica, che dovrebbe essere "fatti, non parole".
Anche il poeta ha un corpo. Mangia. Invecchia. Anche il poeta è stretto nella sua triste carne.
Ascoltami, i poeti laureati si muovono soltanto fra le piante dai nomi poco usati: bossi, ligustri o acanti.
Solo grazie alla poesia troviamo la quadratura del cerchio.
La poesia risolve l'esistenza altrui nella propria.
Uno studioso al microscopio vede molto più di noi. Ma c'è un momento, un punto, in cui anch'egli deve fermarsi. Ebbene, è a quel punto che per me comincia la poesia.
Poesia, altro vizio solitario.
I poeti sono dannati ma non son ciechi, vedono gli occhi degli angeli.