Il mondo è un albergo, e la morte la fine del viaggio.- John Dryden
Il mondo è un albergo, e la morte la fine del viaggio.
Molta malizia si mischia a un po' d'ingegno.
Presenza d'animo e valore nelle avversità, valgono a conquistare la vittoria più di un esercito.
Bisogna temere la furia di un uomo paziente.
Si può costringere un uomo con l'inganno a provare un'emozione violenta, ma non lo si può portare alla verità con la ragione.
Morire per una fazione è un male comune, Ma essere impiccati per un'assurdità è il demonio.
Cerchiamo d'entrare nella morte a occhi aperti.
Non sarebbero uomini, se non fossero tristi. La loro vita deve pur morire. Tutta la loro ricchezza è la morte, che li costringe industriarsi, a ricordare e prevedere.
In viva morte morta vita vivo!
La morte di un uomo è meno affar suo che di chi gli sopravvive.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi- questa morte che ci accompagna dal mattino alla sera, insonne, sorda, come un vecchio rimorso o un vizio assurdo. I tuoi occhi saranno una vana parola, un grido taciuto, un silenzio.
La morte è l'ammirevole liquidazione della vita.
La morte, raggiungila con tutti i tuoi appetiti, e il tuo egoismo e tutti i peccati capitali.
Temere la morte è più doloroso di morire.
Tutte le nostre conoscenze ci aiutano solo a morire di una morte un po' più dolorosa di quella degli animali che nulla sanno.
È morto col sorriso sulle labbra. Altrui.