L'uomo muore di freddo, non di oscurità.- Miguel de Unamuno
L'uomo muore di freddo, non di oscurità.
La fede che non dubita non è fede.
La consapevolezza è una malattia.
L'uomo, per il semplice fatto di essere uomo, di aver coscienza di sé, è, in confronto all'asino o al granchio, un animale malato. La coscienza è malattia.
I martiri creano la fede, ma la fede non crea martiri.
La sofferenza dei monaci e della monache, dei solitari d'ambo i sessi, non è una sofferenza della sessualità ma di maternità e di paternità, cioè di finalità.
Noi tendiamo alla morte, come la freccia al bersaglio, e mai falliamo la mira.
La morte è ciò che la vita ha sinora inventato di più solido e sicuro.
Sposi della vita, amanti della morte.
La morte è più potente dell'amore. È una sfida gettata all'esistenza.
Sapete come vi darei epigrammi a non finire? Basta portarmi via, lontano dal mio amore.
Finché c'è morte c'è speranza.
Io devo vivere in compagnia della morte. La destesto, naturalmente, ma non la temo. Se la temessi non varrei nulla come medico. Dovrei temerla?
L'uomo conta sull'immortalità e dimentica di mettere in conto la morte.
Tutti dicono "Che disgrazia dover morire": strana lagnanza da parte di gente che ha dovuto vivere.
Rubinetti che gocciolano, scoregge di passione, pneumatici bucati sono tutte cose più tristi della morte.