Né visita di morto senza riso, né sposalizio senza pianto.- Giovanni Verga
Né visita di morto senza riso, né sposalizio senza pianto.
Uomo povero ha i giorni lunghi.
Amici con tutti, e fedeli con nessuno.
Le cose lunghe diventano serpi.
Suocera e nuora nella stessa casa sono come due mule selvatiche nella stessa stalla.
Il mare non ha paese nemmen lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di là dove nasce e muore il sole.
Se si sfrega a lungo e fortemente le dita di una mano sul dorso dell'altra e poi si annusa la pelle, l'odore che si sente, quello è l'odore della morte.
Non ti preoccupare della morte, quando ci arrivi, perché non lascia impronte.
A volte per i morti si fanno cose che non si sarebbero fatte per i vivi.
Voglio assolutamente continuare a sentire che un giorno morirò. Altrimenti non mi accorgo che vivo.
Ci sono persone a cui la morte dona un'esistenza.
Crediamo che la morte ci segua e, invece, ci ha preceduto e ci seguirà. Tutto quello che è stato prima di noi è morte; che importa se non cominci oppure finisci, quando il risultato in entrambi i casi è questo: non esistere.
La morte ci colga vivi.
Nessuno può dire con certezza che domani sarà ancora vivo.
La morte non è mai banale: è solennità, è mistero.
Quando verrà l'ora di morire non voglio perderne neanche un attimo: si muore una volta sola.