Né visita di morto senza riso, né sposalizio senza pianto.- Giovanni Verga
Né visita di morto senza riso, né sposalizio senza pianto.
Tra suocera e nuora ci si sta in malora.
Il mare non ha paese nemmen lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di là dove nasce e muore il sole.
Ventre affamato non sente ragione.
I giovani hanno la memoria corta, e hanno gli occhi per guardare soltanto a levante; e a ponente non ci guardano altro che i vecchi, quelli che hanno visto tramontare il sole tante volte.
Amici con tutti, e fedeli con nessuno.
L'angoscia e il dolore. Il piacere e la morte non sono nient'altro che un processo per esistere.
Quando gli uomini muoiono, li attendono cose che essi non sperano né suppongono.
La morte risolve tutti i problemi: niente uomini, niente problemi.
Rifiutarsi di amare per paura di soffrire è come rifiutarsi di vivere per paura di morire.
La morte venne nel mondo per il peccato', dice il cristianesimo. Ma la morte è puramente l'espressione cruda, stridente e portata al suo eccesso, di ciò che il mondo è nell'essenza sua. Onde è più conforme al vero dire: il mondo è per il peccato.
Morire prima di aver paura di morire può essere un dono.
È tanta la stupidità, anzi la follia degli uomini, che alcuni sono spinti alla morte dal timore della morte.
Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno.
All'ombra de' cipressi e dentro l'urne confortate di pianto è forse il sonno della morte men duro?
L'interesse per la malattia e la morte è sempre e soltanto un'altra espressione dell'interesse per la vita.