I pesci del mare son destinati a chi se l'ha da mangiare.- Giovanni Verga
I pesci del mare son destinati a chi se l'ha da mangiare.
Suocera e nuora nella stessa casa sono come due mule selvatiche nella stessa stalla.
Gli uomini son fatti come le dita della mano: il dito grosso deve far da dito grosso, e il dito piccolo deve far da dito piccolo.
Siamo degli umili fiorellini avezzi alla dolce tutela della stufa, che l'aria libera uccide.
Cane affamato non teme bastone.
Chi fa credenza senza pegno, perde l'amico, la roba e l'ingegno.
Così ragionano tutti i pesci, ciò di cui essi non toccano il fondo è senza-fondo.
Il pesce è l'unico cibo che viene considerato guasto quando ha l'odore che dovrebbe avere.
I pesci non sono fatti per vivere rinchiusi. L'acquario ti cambia dentro.
La gente è come l'acqua e l'esercito come il pesce.
Nove decimi della tattica sono sicuri, e vengono appresi sui libri. Ma il decimo irrazionale è come il lampo del martin pescatore, che attraversa lo stagno, ed è questa la vera pietra di paragone dei generali.
Se è scritto che due pesci nel mare debbano incontrarsi, non servirà al mare essere cento volte più grande.
È un pesce in barile. E poi scrive troppi libri. E poi li presenta troppo. Esagera.
La rete, che soleva pigliare li pesci, fu presa e portata via dal furor de' pesci.
Ci sono troppe persone che si occupano di pesci. A me interessa l'uomo ed il suo rapporto con il mare.
Quanti generi di pesci e che correnti forti, perché 'sto mare sia come vuoi te.