I pesci del mare son destinati a chi se l'ha da mangiare.- Giovanni Verga
I pesci del mare son destinati a chi se l'ha da mangiare.
Quando non c'è più olio il lume si spegne.
Amici con tutti, e fedeli con nessuno.
Nella stessa casa suocera e nuora insieme ci stanno proprio come due mule selvaggie alla stessa mangiatoia.
Il mare non ha paese nemmeno lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di là dove nasce e muore il sole.
Chi piglia bellezze piglia corna.
Così come per saper suonare Chopin devi conoscere bene la musica per saper cucinare un pesce devi conoscere la qualità della sua carne.
Ho abbandonato la pesca il giorno in cui mi sono accorto che mentre li pescavo, i pesci non si agitavano dalla gioia.
Tu eri un pesce grosso nel tuo paesello, ma qui nel vero mondo non sei nessuno.
Dicono che non ho mai conseguito un'impresa. Perché forare il muro con un dito se c'è il trapano? Il Signore moltiplicò i pani e i pesci perché non aveva scelta, non per darsi delle arie.
A volte sono stanco di pensare Mi sento come un pesce senza il mare.
Gli occhi dietro alle lacrime come due pesciolini in un mare troppo stretto.
Addio e grazie per tutto il pesce.
Chi prende l'abitudine di mangiare pesce piccolo non soffrirà di indigestione: non solo, il pesce piccolo rende l'intero corpo dell'uomo fecondo e vigoroso.
Amo è la parola più pericolosa per il pesce e per l'uomo!
Ho ricordato, lo confesso, i versi di Montesquieu sul piacere di lasciare Genova e il famoso proverbio italiano: "Mare senza pesci, donne senza bellezza, ecc. ecc...".