I pesci del mare son destinati a chi se l'ha da mangiare.- Giovanni Verga
I pesci del mare son destinati a chi se l'ha da mangiare.
Le cose lunghe diventano serpi.
I poveretti sono come le pecore, vanno sempre con gli occhi chiusi dove vanno gli altri.
Amici con tutti, e fedeli con nessuno.
Alla casa del povero ognuno ha ragione.
Tra suocera e nuora ci si sta in malora.
Nove decimi della tattica sono sicuri, e vengono appresi sui libri. Ma il decimo irrazionale è come il lampo del martin pescatore, che attraversa lo stagno, ed è questa la vera pietra di paragone dei generali.
Tieni la testa lucida e fa vedere come sa soffrire un uomo. O un pesce, pensò.
Acqua? No grazie, i pesci ci fanno l'amore dentro.
Il tonno è buono, ma è meglio non mangiarne troppo. E riguardo al tonno in scatola, ricordate che quello di qualità è sodo perché è un trancio. Se invece si taglia con un grissino, come dice la pubblicità, allora sono rimasugli di lavorazione. Mangiatevi il grissino.
Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo imparato l'arte di vivere come fratelli.
Solo i pesci morti vanno con la corrente.
Dicono che non ho mai conseguito un'impresa. Perché forare il muro con un dito se c'è il trapano? Il Signore moltiplicò i pani e i pesci perché non aveva scelta, non per darsi delle arie.
Il pesce è l'unico cibo che viene considerato guasto quando ha l'odore che dovrebbe avere.
La rete, che soleva pigliare li pesci, fu presa e portata via dal furor de' pesci.
Il mondo è meno di una lisca di pesce.