Cane affamato non teme bastone.- Giovanni Verga
Cane affamato non teme bastone.
I poveretti sono come le pecore, vanno sempre con gli occhi chiusi dove vanno gli altri.
Uomo povero ha i giorni lunghi.
Fa il mestiere che sai, che se non arricchisci camperai.
Chi ha carico di casa non può dormire quando vuole.
Ventre affamato non sente ragione.
La voce della coscienza e dell'onore è ben debole quando le budella urlano.
Te lo dico io cos'è. Stiamo sprecando nel modo di pensare, nel modo di vivere, lo sai? Perché non abbiamo più fame.
Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati.
La continua intenzione di iniziare una nuova vita, senza però trovare mai il tempo per farlo, è come l'uomo che rimanda di mangiare e bere un giorno dopo l'altro finché non arriva a morire distrutto dalla fame.
La pigrizia è madre. Ha un figlio, il furto, e una figlia, la fame.
Quando si ha la pancia vuota non ci si pone altro problema che quello della pancia vuota. È quando ci lasciamo alle spalle lo sfruttamento e la dura fatica che cominciamo davvero a porci domande sul destino dell'uomo e sulle ragioni della sua esistenza.
Il ventre non è insaziabile come dice la gente, ed è falsa l'opinione che il ventre sia insaziabile.
Dopo mesi di fame, ci siamo improvvisamente ritrovati in grado di consumare i pasti come fossero destinati agli dei, e con l'appetito che gli dei avrebbero potuto invidiarci.
Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno giustiziati.
Chi è soddisfatto è inesorabile. Per il satollo, l'affamato non esiste. Le persone felici ignorano e s'isolano. Alla soglia del loro paradiso, come alla soglia del loro inferno, bisogna scrivere: "Lasciate ogni speranza".