Fame e freddo non fanno domande.- Mauro Corona
Fame e freddo non fanno domande.
Siete stati spavaldi e arroganti. I due vizi peggiori che si possano mettere insieme.
Indietro si può tornare evitando prima di andare avanti.
Diventarono assidui e poi disastrosi bevitori fino al sacrificio. Immolarono a Bacco le loro sgangherate esistenze.
I giorni d'autunno non raccontano storie, propongono visioni.
Il successo non viene mai perdonato, viene chiamato fortuna da chi ne è privo.
Io ho provato cosa vuol dire essere affamato, ma sono sempre andato dritto in un ristorante.
Quando l'uomo non ha più freddo, fame e paura, è scontento.
La fame è il condimento del cibo.
La pigrizia è madre. Ha un figlio, il furto, e una figlia, la fame.
Freddo e fame non rendono gli uomini buoni, li rendono saggi, forse astuti, di sicuro opportunisti.
Chi va con fame a mensa e stracco a letto,di piume e di sapor non ha bisogno.
Non si dovrebbe ritornare al cibo altro che quando lo stomaco chiama con insistenza soccorso.
La continua intenzione di iniziare una nuova vita, senza però trovare mai il tempo per farlo, è come l'uomo che rimanda di mangiare e bere un giorno dopo l'altro finché non arriva a morire distrutto dalla fame.
L'Eucaristia, sorgente di amore per la vita della Chiesa, è scuola di carità e di solidarietà. Chi si nutre del Pane di Cristo non può restare indifferente dinanzi a quanti non hanno pane quotidiano. E oggi, sappiamo, è un problema sempre più grave.
Uomo affamato, uomo arrabbiato.