Spesso fa più male la paura di morire che la morte.- Luciano De Crescenzo
Spesso fa più male la paura di morire che la morte.
La ricchezza è una condizione relativa: è ricco chi guadagna di più di quanto spende e, viceversa, è povero chi ha esigenze superiori al reddito.
L'umanità si divide in quelli che si fanno la doccia e in quelli che si fanno il bagno.
La fantasia, al pari dei muscoli, se non viene esercitata si atrofizza.
I pensieri a volte si comportano come lo scotch biadesivo, ovvero quello che per quanto tu possa fare attenzione finisce sempre con l'incollarsi sulle mani.
Nel Fedro di Platone, Socrate diceva che la scrittura era una minaccia per la cultura perché a un libro non si possono fare domande. A Socrate mancava Internet.
Come uomini siamo uguali davanti alla morte.
L'uomo che non solo decide di morire, ma trova anche il modi di farlo, è grande.
La morte non viene una volta sola: quella che ci porta via è l'ultima morte.
In confronto alla morte, l'amore è una faticosa faccenda infantile, sebbene gli uomini credano più nell'amore che nella morte.
Ormai mi incuriosisce di più morire. Mi rincresce solo che non potrò scriverne.
Conoscevo un uomo che diceva "La morte sorride a tutti; un uomo non può far altro che sorriderle di rimando".
La tradizionale versione apocalittica di una fine del mondo, con i suoi immani cataclismi che investono tutti, è anche rassicurante, perché permette di sovrastare l'angoscia della propria morte con l'immagine di una morte universale, di roghi e diluvi che bruciano e sommergono ogni cosa.
Tutte le nostre conoscenze ci aiutano solo a morire di una morte un po' più dolorosa di quella degli animali che nulla sanno.
Molte persone muoiono a venticinque anni e non vengono sepolti fino a quando non ne hanno settantacinque.
Chi vive nella libertà ha un buon motivo per vivere, combattere e morire.