Spesso fa più male la paura di morire che la morte.- Luciano De Crescenzo
Spesso fa più male la paura di morire che la morte.
Non bisogna essere superstiziosi. Oltre tutto porta male.
La scena è tutta per la moglie, che lo ha prescelto, a sua insaputa, per una recita da spalla in questa che è la sua giornata.
Il Medioevo è passato alla storia come il periodo dei secoli bui. Nessuno, però, mi ha spiegato chi era stato a spegnere la luce.
Un vero umorista non ride mai.
La gioventù, la maturità e la vecchiaia sono tre periodi della vita che potremmo ribattezzare "rivoluzione, riflessione e televisione". Si comincia col voler cambiare il mondo e si finisce col cambiare i canali.
Ogni qualvolta muore un uomo, è un universo intero a venire distrutto. Ce ne rendiamo conto non appena ci identifichiamo con quell'uomo.
La paura della morte abita nella maggior parte di noi, a un livello più o meno alto, perché non è forse la morte considerata il grande «ignoto»?
Finché c'è morte c'è speranza.
Se sei consapevole della morte, essa non arriverà come una sorpresa, non ne sarai preoccupato. Percepirai che la morte è esattamente come cambiarsi d'abito e, di conseguenza, in quel momento riuscirai a mantenere la tranquillità mentale.
Quando si muore si ha ben altro da fare che di pensare alla morte.
Solo un fumo torbido è il sogno della morte, e il fuoco della vita sotto vi arde.
Gli anni più belli della vita li aspetteremo fino alla morte.
La morte è il fondo scuro che serve a uno specchio se vogliamo vedere qualcosa.
La morte raggiunge anche l'uomo che fugge.
C'è una fine per tutto e non è detto che sia sempre la morte.