Alla fine tutte le cose non devono forse essere inghiottite dalla morte?- Platone
Alla fine tutte le cose non devono forse essere inghiottite dalla morte?
Il testo delle leggi, e anche i costumi andavano progressivamente corrompendosi ad un ritmo impressionante, a tal punto che uno come me, all'inizio pieno di entusiasmo per l'impegno nella politica, ora, guardando ad essa e vedendola completamente allo sbando, alla fine fu preso da vertigini.
Nessun uomo riuscirà a salvarsi qualora vorrà opporsi lealmente a voi o al popolo e impedire che nella sua patria avvengano ingiustizie e illegalità.
La poesia si avvicina alle verità essenziali più della storia.
Nulla è più inutile, per un uomo saggio, nulla dovrebbe infastidirlo maggiormente del dedicare ad inezie e a questioni inutili più tempo di quanto ne meritino.
Nessun male può accadere ad un uomo giusto, sia durante la vita che dopo la morte.
Ormai mi incuriosisce di più morire. Mi rincresce solo che non potrò scriverne.
Vivere significa nascere a ogni istante. La morte subentra quando il processo della nascita cessa.
Se non ci fosse la morte, noi moriremmo eternamente.
Parlare di morte è come parlare di denaro. Noi non sappiamo né il prezzo né il valore.
La morte è l'ultimo medico delle malattie.
Né visita di morto senza riso, né sposalizio senza pianto.
Di fronte a se stesso ognuno è immortale; può sapere che sta per morire, ma non potrà mai sapere che è morto.
Sono contento di non essere ancora morto. Quando mi guardo le mani e vedo che sono ancora attaccate ai polsi, mi dico che sono fortunato.
La morte non mi fa paura, non mi ha mai fatto paura, non vedo l'ora che arrivi, solo mi dà noia la durata del viaggio prima che io torni a vivere, perché questo è sicuro, altrimenti vuol dire che il sole, le stelle, il mare, il vino, le donne, tutto ciò non esiste, e questo non può essere.
Morire non è nulla; non vivere è spaventoso.