Alla fine tutte le cose non devono forse essere inghiottite dalla morte?- Platone
Alla fine tutte le cose non devono forse essere inghiottite dalla morte?
Solo i morti hanno visto la fine della guerra.
Cantare bene e ballare bene significa essere ben educati.
Non è possibile che crei poesia chi non è posseduto da un Dio e fuori di senno.
La miglior soluzione a tutti i problemi è la pazienza.
Ho sognato una donna, bella e avvenente, tutta vestita di bianco, che mi si è avvicinata e mi ha detto: «Socrate, fra tre giorni, tu sarai nei felici campi di Ftia.»
Sì, prova un po' a negare la morte. È lei che ti nega, e basta!
Il privilegio dei morti: non moriranno più.
La severa uguaglianza della morte ridarà a ciascuno il suo: la codardia della attossicata calunnia compagna infesta della vita rifugge dalla maestà dei sepolcri.
Morire è una vera stronzata. Darei la vita per non morire.
Bisogna morire molte volte per imparare a vivere.
Nessuno è così favorito da non avere accanto a se, al momento della morte, qualcuno che gioisca del triste evento.
Per tre giorni dopo la morte i capelli e le unghie continuano a crescere ma le telefonate calano progressivamente.
La maledizione del dover morire dovrà diventare una benedizione: che si possa ancora morire quando vivere è insopportabile.
Se non fosse la morte, quasi non sarebbe poesia nella vita.
L'uomo muore di freddo, non di oscurità.