"Siamo nati per morire." Se l'avessi saputo prima!- Roberto Gervaso
"Siamo nati per morire." Se l'avessi saputo prima!
L'italiano confonde facilmente la libertà con i propri comodi. Anzi, con i propri comodacci.
Snob è chi non si contenta di ciò che non è.
Spesso si mente per calcolo, ma non meno spesso, per calcolo, si dice la verità.
Il tempo sarà anche galantuomo, ma l'età non è certo una gentildonna.
Quando una donna dice "Adesso no", vuol dire che siete in anticipo o che siete in ritardo.
La morte vera è la separazione da Dio e questa è intollerabile; la morte vera è la non fede, la non speranza, il non amore.
Vivo alla morte, ma morto alla vita.
Si vive solo due volte: una volta quando si nasce e una volta quando si guarda la morte in faccia.
Essere ricordati dopo morti non è che una magra ricompensa per essere stati trattati con disprezzo quando eravamo in vita.
La più strana di tutte le stranezze finora da me udite, m'è sembrata quella che l'uomo debba aver paura della morte, sapendo che la morte, un fine necessario e inderogabile, verrà quando verrà.
Non possiamo ingannare la morte ma possiamo farle fare così tanta fatica che quando arriverà a prenderci saprà di avere ottenuto una vittoria altrettanto perfetta della nostra.
La morte è l'unica cosa che riesce a spaventarmi. La detesto perché oggi si può sopravvivere a tutto tranne che a lei. La morte e la volgarità sono le uniche due realtà che il diciannovesimo secolo non è riuscito a spiegare.
Gli uomini, fuggendo la morte, l'inseguono.
L'angoscia e il dolore. Il piacere e la morte non sono nient'altro che un processo per esistere.
Gli uomini, non avendo nessun rimedio contro la morte, la miseria e l'ignoranza, hanno stabilito, per essere felici, di non pensarci mai.