"Siamo nati per morire." Se l'avessi saputo prima!- Roberto Gervaso
"Siamo nati per morire." Se l'avessi saputo prima!
Scendere a compromessi è un modo come un altro per salire.
Le lodi che più piacciono agli uomini sono quelle immeritate perché gli fanno credere di possedere le virtù che non hanno.
Accettare se stessi è saggezza; accettare gli altri può anche essere menefreghismo.
Il moralista, impegnato a predicare la virtù, difficilmente troverà il tempo di praticarla.
Il denaro è una maledizione quando non se ne ha abbastanza.
L'eccesso di dolore per la morte è follia; perché è una ferita ai viventi, e i morti non la conoscono.
Il corpo e la sua morte restano i più grandi pensatori.
La statistica ci segnala che possiamo contare in tutto su un venticinquemila giorni; qualche migliaio in più per qualcuno. Ma dopo non ce ne saranno altri. Per nessuno. Sì: anche per me che scrivo, anche per te che leggi sarà subito sera.
In confronto alla morte, l'amore è una faticosa faccenda infantile, sebbene gli uomini credano più nell'amore che nella morte.
Morire è solo un modo particolarmente esatto di invecchiare.
Non penso alla morte, ma accetto il fatto che sia parte del gioco.
La morte è pietosa, perché da essa non c'è ritorno, mentre per colui che è uscito dalle più profonde camere della notte, consapevole e stravolto, non c'è più pace.
Chi sa morire, non ha più padrone.
Ciò che principalmente ti affligge nella morte altrui è la rinnovata visione della certezza della tua.
Sì, prova un po' a negare la morte. È lei che ti nega, e basta!