Nessuno si uccide. La morte è destino. Non si può che augurarsela, Ippòloco.- Cesare Pavese
Nessuno si uccide. La morte è destino. Non si può che augurarsela, Ippòloco.
Bisogna andar cauti, quando si è ragazzi, nel fare progetti, poiché questi si avverano sempre nella maturità.
C'è un solo piacere, quello di essere vivi, tutto il resto è miseria.
Tutta l'arte è un problema di equilibrio fra due opposti.
L'ozio rende lente le ore e veloci gli anni. L'operosità rapide le ore e lenti gli anni.
La tua modernità sta tutta nel senso dell'irrazionale.
La Morte è l'ultimo dei mali.
Non c'è dubbio che i discendenti non facciano all'occorrenza ciò che avran veduto fare da quelli che li avranno preceduti. Gli onori che renderete a coloro cui succedeste sopra la terra, vi saranno resi da quelli che succederanno a voi.
Quando pensiamo con orrore alla morte, la consolazione più sicura ed efficace che ci è data è sapere che essa ha almeno questo di buono, che è la fine della vita.
Meglio morire combattendo per la libertà che vivere da schiavi.
Sappiate che la morte vi sorveglia, gioir nei prati o fra i muri di calce, come crescere il gran guarda il villano finché non sia maturo per la falce.
E se Dio avesse inventato la morte per farsi perdonare la vita?
La morte è il riposo, ma il pensiero della morte è il disturbatore di ogni riposo.
Una donna stende il bucato nel silenzio. La morte è senza vento.
Il primo sintomo della morte é la nascita.
La morte è quella malattia che pone fine a tutte le altre.