Nessuno si uccide. La morte è destino. Non si può che augurarsela, Ippòloco.- Cesare Pavese
Nessuno si uccide. La morte è destino. Non si può che augurarsela, Ippòloco.
Conta quello che si fa, non che si dice.
Quando si soffre, si crede che di là dal cerchio esista la felicità; quando NON si soffre si sa che questa non esiste, e si soffre allora di soffrire perché non si soffre nulla.
Uno di campagna è come un ubriaco. È troppo stupido per lasciarsela fare.
L'amore è la più a buon prezzo delle religioni.
La tolleranza delle idee nasce dalla illusione che la verità sia qualcosa di razionale, mentre appena si accetta il principio che qualunque idea si basa su una scelta iniziale, che la volontà è il primo organo della conoscenza, si diventa intransigenti.
La morte è la porta che tutti noi dobbiamo attraversare, ed è questo nostro io spirituale che, abbandonato il corpo fisico, ci farà continuare a vivere, a imparare e a crescere mentre proseguiamo.
La morte è il riposo, ma il pensiero della morte è il disturbatore di ogni riposo.
Quando abbiamo imparato a vivere, moriamo.
Una bella morte... che sciocchezza, la morte non è mai bella, la morte è laida, sempre, è la negazione della vita.
Il mio primo film era così brutto, che in sette stati americani aveva sostituito la pena di morte.
Nulla atterrisce quanto la distanza. Voi potreste essere morta ed io non lo saprò abbastanza presto per morire.
Vivere non è poi una gran cosa: tutti i tuoi servi, tutte le bestie vivono: l'importante è morire con dignità, saggezza e coraggio.
È impossibile sperimentare la propria morte oggettivamente e continuare a cantare una melodia.
È l'ignoto che temiamo, quando guardiamo la morte e il buio, nient'altro.
La vita fa l'analisi, la morte si incarica della sintesi.