Nessuno si uccide. La morte è destino. Non si può che augurarsela, Ippòloco.- Cesare Pavese
Nessuno si uccide. La morte è destino. Non si può che augurarsela, Ippòloco.
Gli anacoreti si maltrattavano a quel modo, per farsi scusare presso la gente comune la beatitudine che avrebbero goduto in cielo.
È bello svegliarsi e non farsi illusioni. Ci si sente liberi e responsabili. Una forza tremenda è in noi, la libertà. Si può toccare l'innocenza. Si è disposti a soffrire.
Nella vita succede a tutti di incontrare una troia. A pochissimi di conoscere una donna amante e onesta. Su cento, novantanove sono troie.
Il paziente nelle mani del dottore è come la società nelle mani del salvatore eroe o partito.
Gli uomini sono tutti d'accordo per frequentare le prostitute, e lì si sfogano e non dànno più noia alle altre. Dunque le rispettino.
Se sei triste e vorresti morire, pensa a chi è triste e vorrebbe vivere ma sa di dover morire.
Solo la morte rivela quale misera cosa siano i corpi degli uomini.
L'uomo conta sull'immortalità e dimentica di mettere in conto la morte.
Tu non sai quanto la morte li attiri. Morire è sì un destino per loro, una ripetizione, una cosa saputa, ma s'illudono che cambi qualcosa.
Se mi converto è perché è meglio che muoia un credente che un ateo.
La realtà è che uno vive finché non muore. E la verità è che nessuno vuole la realtà.
Tutto è instabile, fallace e più mutevole di ogni burrasca: tutto è sconvolto e muta per i capricci della sorte: fra tanto variare delle vicende umane, la sola cosa certa è la morte; eppure, tutti si lamentano della sola cosa che non inganna nessuno.
Morire sarà una splendida avventura.
Alessandro il Macedone e il suo stalliere, una volta morti, hanno fatto la stessa fine: o entrambi riassorbiti nei medesimi princìpi seminali del mondo oppure, con pari trattamento, dispersi negli atomi.
La morte non viene una volta sola: quella che ci porta via è l'ultima morte.