Non morirei mai per le mie opinioni: potrei avere torto.- Bertrand Russell
Non morirei mai per le mie opinioni: potrei avere torto.
In etica, come in qualsiasi altro campo del pensiero umano, ci sono due tipi d'opinioni: da una parte quelle basate sulla tradizione, dall'altra quelle che hanno qualche probabilità d'essere giuste.
La conoscenza umana è incerta, inesatta e parziale.
Il mio concetto di religione è simile a quello di Lucrezio: la considero una specie di malattia, frutto della paura e fonte di indicibile sofferenza per l'umanità.
Più sono le cose alle quali un uomo si interessa, e maggiori occasioni di felicità egli ha, e tanto meno è in balìa del destino, poiché se perde una cosa può ripiegare su di un'altra.
Non serve tanto il desiderio di credere quanto quello di scoprire, che è esattamente il suo opposto.
E la morte passò con la nuda falce a produrre tanti vuoti nelle nostre già sparute schiere di sopravvissuti.
Dove non è spirito che svegli la vita in qualsivoglia cosa, è morte.
Di morte mangerai, che mangia gli uomini, e il morir finirà, morta la morte.
Tutti dobbiamo morire, l'importante è morire bene.
Il corpo e la sua morte restano i più grandi pensatori.
Davanti a un feretro ci ricordiamo solo le cose buone e vediamo solo ciò che ci garba.
Chissà se ciò che è chiamato morire è vivere, oppure se vivere è morire.
Mi chiede: "Fa molto male morire? " "Beh, tesoro," rispondo, "sì, ma fa molto più male continuare a vivere".
La statistica ci segnala che possiamo contare in tutto su un venticinquemila giorni; qualche migliaio in più per qualcuno. Ma dopo non ce ne saranno altri. Per nessuno. Sì: anche per me che scrivo, anche per te che leggi sarà subito sera.
Rubinetti che gocciolano, scoregge di passione, pneumatici bucati sono tutte cose più tristi della morte.