Se ci siamo noi la morte non c'è, quando noi non ci siamo più non c'è più neanche la morte.- Epicuro
Se ci siamo noi la morte non c'è, quando noi non ci siamo più non c'è più neanche la morte.
La ricchezza non consiste nell'avere grandi proprietà, ma nell'avere pochi bisogni.
Per molti le ricchezze acquistate non hanno rappresentato la fine, ma solo un mutamento delle loro miserie.
Non dura ininterrottamente il dolore della carne; il suo culmine dura anzi un tempo brevissimo; e ciò che di esso appena oltrepassa il piacere non si protrae molti giorni nella nostra carne. Le lunghe malattie poi arrecano alla carne più piacere che dolore.
La necessità è un male, ma non vi è nessuna necessità di vivere nella necessità.
Non si dà vita felice senza che sia intelligente, bella e giusta, né vita intelligente, bella e giusta priva di felicità, perché le virtù sono connaturate alla felicità e da questa inseparabili.
L'anima non dimora, qual massa indipendente, nel corpo come in un carcere, da cui sarebbe liberata dalla morte. L'anima è l'uomo nella sua totalità. L'uomo non ha un'anima, egli è un'anima.
Che c'è di tanto ridicolo quanto cercare la morte, se proprio per paura della morte ti sei reso la vita impossibile?
La morte: un punto o una virgola?
A volte penso che sarebbe meglio evitare la vecchiaia e morire giovane. Ma vorrebbe dire non completare la propria vita, non riuscire a conoscersi completamente.
C'è chi muore oscuro perché non ha avuto un diverso teatro.
Quando pensiamo con orrore alla morte, la consolazione più sicura ed efficace che ci è data è sapere che essa ha almeno questo di buono, che è la fine della vita.
L'uomo conta sull'immortalità e dimentica di mettere in conto la morte.
La morte è il riconoscimento della fraternità, della comune natura filiale. Forse è la strada per accogliere l'idea di creazione divina che mi riesce tanto difficile.
La morte: chiave o serratura?
La differenza fra il sesso e la morte è che la morte la puoi fare da solo senza che nessuno rida di te.