Se ci siamo noi la morte non c'è, quando noi non ci siamo più non c'è più neanche la morte.- Epicuro
Se ci siamo noi la morte non c'è, quando noi non ci siamo più non c'è più neanche la morte.
Il saggio lo fa ricco la natura.
Poca importanza ha la sorte per il saggio, perché le cose più grandi e importanti sono governate dalla ragione, e cosi continuano e continueranno ad essere per tutto il corso del tempo.
Anche se il saggio non cammina con lo stesso passo, di sicuro cammina per una stessa via.
Non la natura che è unica per tutti, distingue i nobili dagli ignobili, ma le azioni di ciascuno e la sua forma di vita.
Non è possibile vivere felicemente senza anche vivere saggiamente, bene e giustamente; né saggiamente e bene e giustamente senza anche vivere felicemente. A chi manchi ciò da cui deriva la possibilità di vivere saggiamente, bene, giustamente, manca anche la possibilità di una vita felice.
La vita fa l'analisi, la morte si incarica della sintesi.
Morire è una delle poche cose che si possono fare facilmente stando sdraiati.
All'ombra de' cipressi e dentro l'urne confortate di pianto è forse il sonno della morte men duro?
Ogniqualvolta muore un uomo, è un universo intero a venire distrutto. Ce ne rendiamo conto non appena ci identifichiamo con quell'uomo.
La morte del corpo non è la fine dello spirito, ma solo una tappa del viaggio, come quando nei tempi andati si cambiava diligenza.
Siamo tutti rassegnati alla morte; è alla vita che non arriviamo a rassegnarci.
Non temiamo la morte, ma il pensiero della morte.
Il primo requisito per l'immortalità è la morte.
La morte ci colga vivi.
Vivere non è poi una gran cosa: tutti i tuoi servi, tutte le bestie vivono: l'importante è morire con dignità, saggezza e coraggio.