Non temiamo la morte, ma il pensiero della morte.- Lucio Anneo Seneca
Non temiamo la morte, ma il pensiero della morte.
Non si soffre, in effetti, per la mancanza di questi beni, ma per il pensiero della loro mancanza. Chi ha il possesso di sé non ha perso niente: ma quanti hanno la fortuna di possedere se stessi?
Chi è temuto teme: non può starsene tranquillo chi è oggetto della paura altrui.
Gran parte del progresso sta nella volontà di progredire.
Traversare gli oceani, cambiare città, a cosa serve? Se vuoi liberarti dai tuoi affanni non devi trasferirti altrove, ma diventare un altro.
Se i ritratti dei nostri amici assenti ci sono graditi, perché rinnovano il ricordo e alleviano la nostalgia con un falso ed effimero conforto, tanto più ci è gradita una lettera, che porta le vere tracce, i veri segni dell'amico assente.
Noi tendiamo alla morte, come la freccia al bersaglio, e mai falliamo la mira.
Si dovrebbe, per amore della vita - volere una morte diversa, libera, consapevole, senza accidenti, senza incidenti...
La morte, ch'era il vostro coraggio, può esservi tolta come un bene.
A volte per i morti si fanno cose che non si sarebbero fatte per i vivi.
Se la morte non fosse una forma di soluzione, i viventi avrebbero già trovato un modo qualsiasi di aggirarla.
Non ho paura della morte: è la posta che stabiliamo per giocare al gioco della vita.
I morti hanno paura dei vivi. Ma i vivi, che non lo sanno, temono i morti.
Colui il quale ha sentito il soffio della Morte alitare presso il suo volto, guarda la Vita con occhi diversi.
In questo mondo non vi è nulla di sicuro tranne la morte e le tasse.
Morire non significa nulla, ma vivere sconfitti e senza gloria significa morire ogni giorno.