I morti hanno paura dei vivi. Ma i vivi, che non lo sanno, temono i morti.- Elias Canetti
I morti hanno paura dei vivi. Ma i vivi, che non lo sanno, temono i morti.
I pessimisti non sono noiosi. I pessimisti hanno ragione. I pessimisti sono superflui.
La fama rastrella il doppio di ciò che l'invidia ha potato.
Ogni volta che si guarda con attenzione un animale, si ha l'impressione di vederci dentro un uomo che si fa beffe di noi.
Le sue disperazioni mi suonano troppo puntuali.
Una noia mortale emana da quelli che hanno ragione e lo sanno.
Il giorno che temiamo come ultimo è soltanto il nostro compleanno per l'eternità.
Ed è il pensiero della morte che, in fine, aiuta a vivere.
La separazione e la morte sono atroci. Però un amore che non sembri l'ultimo della vita, per una donna non è che un inutile passatempo.
Ero morto da milioni di anni prima di nascere e questo fatto non mi ha mai minimamente infastidito.
I fatti sono cocciuti, la morte il più cocciuto dei fatti.
La tradizionale versione apocalittica di una fine del mondo, con i suoi immani cataclismi che investono tutti, è anche rassicurante, perché permette di sovrastare l'angoscia della propria morte con l'immagine di una morte universale, di roghi e diluvi che bruciano e sommergono ogni cosa.
Una bella morte... che sciocchezza, la morte non è mai bella, la morte è laida, sempre, è la negazione della vita.
Tutti dicono "Che disgrazia dover morire": strana lagnanza da parte di gente che ha dovuto vivere.
Per uno che viene sepolto vivo ce ne sono cento altri che penzolano sulla terra, pur essendo morti.
Il primo annunzio di mia cruda morte, Se a chi muor per amor tanto è concesso, Vo' che tra il sonno l'ombra mia t'apporte.