L'eccesso di dolore per la morte è follia; perché è una ferita ai viventi, e i morti non la conoscono.- Senofane
L'eccesso di dolore per la morte è follia; perché è una ferita ai viventi, e i morti non la conoscono.
Occorre un saggio per riconoscere un saggio.
Nessun uomo ha mai avuto conoscenza certa, né alcuno l'avrà mai sugli dèi e su tutte le cose che dico, e se anche qualcuno arrivasse a esprimere una cosa compiuta al più alto grado, neppur lui ne avrebbe tuttavia vera conoscenza, poiché di tutto vi è solo un sapere apparente.
Gli Etiopi dicono che i loro dèi sono camusi e neri, i Traci che hanno occhi azzurri e capelli rossi.
Non è vero che fin dal principio gli dèi hanno svelato tutto ai mortali, ma gli uomini stessi, cercando, col tempo trovano ciò che è meglio.
Vi dimostrerò come non può accadere nulla di meglio della morte.
Morire sarà, su per giù, come quando su una vetrina una saracinesca s'abbassa.
Le moribonde parole dello Incas. Secondo cui la morte arriva per nulla, circonfusa di silenzio, come una tacita, ultima combinazione del pensiero.
Senza fede non potremmo accettare né concepire la morte.
Tutte le azioni della vita sono riparabili, eccetto l'ultimo (la morte) che nessun procedimento, neppure soprannaturale può riparare. Questo ultimo atto determina tutti gli altri e dà loro significato definitivo.
Il modo migliore di pensare ai morti è pensare ai vivi.
La morte è l'unica cosa che riesce a spaventarmi. La detesto perché oggi si può sopravvivere a tutto tranne che a lei. La morte e la volgarità sono le uniche due realtà che il diciannovesimo secolo non è riuscito a spiegare.
Una singola morte è una tragedia, un milione di morti è una statistica.
La morte, questo fiero sergente, è severa nella sua custodia.
Sappiamo di dover morire, ma l'istinto di conservazione ci consiglia di dimenticarlo.