Dopo la morte attendono gli uomini cose che non sperano e neppure immaginano.- Eraclito
Dopo la morte attendono gli uomini cose che non sperano e neppure immaginano.
Nello stesso fiume scendiamo e non scendiamo; siamo e non siamo.
È la malattia che rende piacevole e buona la salute.
È meglio celare la propria ignoranza; soltanto è difficile nell'abbandono e nel vino.
Ciò che è opposto si concilia, dalle cose in contrasto nasce l'armonia più bella, e tutto si genera per via di contesa.
Per l'uomo il carattere è il demone.
Spesso sono i giovani ad avere le idee necessarie affinché la società progredisca. Però i vecchi non sempre sono disposti a cedere loro il posto: in questo caso la morte è utile alla società.
Sin dal giorno della mia nascita, la mia morte ha iniziato il suo cammino. Sta camminando verso di me, senza fretta.
Ricordiamo il vecchio adagio: si vis pacem, para bellum: se vuoi conservare la pace preparati alla guerra. Sarebbe ora di modificare questo adagio e di dire: si vis vitam, para mortem: se vuoi poter sopportare la vita, disponiti ad accettare la morte.
I morti si nutrono di giudizi, i viventi di amore.
Il mistero dell'amore è più grande del mistero della morte.
Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno.
Il privilegio dei morti: non moriranno più.
Vivere nuoce gravemente alla salute.
La morte, mistero inesplicabile, di cui un'esperienza quotidiana sembra non avere ancora convinto gli uomini.
Il ramo, quando una mano si approssima per staccarne un fiore freme e sembra nel medesimo tempo voler sfuggire a volersi offrire. Il corpo umano ha un simile fremito quando arriva l'istante in cui le dita misteriose della morte vogliono cogliere l'anima.