Non ti preoccupare della morte, quando ci arrivi, perché non lascia impronte.- Jack Kerouac
Non ti preoccupare della morte, quando ci arrivi, perché non lascia impronte.
Una macchina veloce, l'orizzonte lontano e una donna da amare alla fine della strada.
La prigione è il luogo dove si promette a noi stessi il diritto di vivere.
Le università non sono altro che scuole di galateo per la non-identità middleclass che normalmente trova la sua migliore espressione fuori dell'università nelle schiere di ville da ricchi con prato e TV in ogni salotto dove tutti guardano la stessa cosa nello stesso momento.
Cos'è quella sensazione che si prova quando ci si allontana in macchina dalle persone e le si vede recedere nella pianura fino a diventare macchioline e disperdersi?
Sono solo un pagliaccio depresso esattamente come chiunque altro.
Io ho il diritto di scegliere la mia morte per il bene degli altri.
Non ho paura della morte: è la posta che stabiliamo per giocare al gioco della vita.
Forse perché della fatal quïete tu sei l'immago a me sì cara vieni o Sera!
Non sarebbero uomini, se non fossero tristi. La loro vita deve pur morire. Tutta la loro ricchezza è la morte, che li costringe industriarsi, a ricordare e prevedere.
La morte non è un evento estremo e conclusivo, è un elemento della vita con il quale noi tutti coabitiamo.
È l'ignoto che temiamo, quando guardiamo la morte e il buio, nient'altro.
Muore giovane chi è caro agli dei.
La morte dei giovani è un naufragio. La morte dei vecchi è un approdare al porto.
Temere la morte è più doloroso di morire.
Soltanto l'assoluto e l'universale può morire; noi moriamo in quanto siamo il morire dell'assoluto.