Non ti preoccupare della morte, quando ci arrivi, perché non lascia impronte.- Jack Kerouac
Non ti preoccupare della morte, quando ci arrivi, perché non lascia impronte.
Viviamo per desiderare, e cosi farò anch'io, e balzerò giù da questa montagna sapendo tutto alla perfezione o non sapendo tutto alla perfezione pieno di splendida ignoranza in cerca di una scintilla altrove.
Venite, ora, bambini, svegliatevi - venite, è l'ora, svegliatevi - attenzione, vi stanno ingannando - attenzione, state sognando - venite ora, guardate - essere o non essere, che differenza fa?
L'uomo non sta in nessun posto. Perché qua non è un posto, e io sono qua per testimoniarlo.
È la peggior sensazione del mondo farsi la morfina da ubriachi, perché sulla fronte si aggroviglia come un macigno e provoca un gran male nella lotta per il dominio in quell'unico terreno ma non vince nessuno perché si sono annullati l'un l'altro, l'alcool e l'alcaloide.
Io sono Cattolico e non posso commettere suicidio, ma intendo bere me stesso a morte.
Alla stupida domanda "Perché io?" l'universo si prende a malapena il disturbo di replicare: perché no?
Davanti a un feretro ci ricordiamo solo le cose buone e vediamo solo ciò che ci garba.
Se ci siamo noi la morte non c'è, quando noi non ci siamo più non c'è più neanche la morte.
Di morte mangerai, che mangia gli uomini, e il morir finirà, morta la morte.
Non puoi sapere dove ti attenda la morte: perciò aspettala dovunque.
La vita è piacevole, la morte è pacifica. È la transizione che crea dei problemi.
Rifiutarsi di amare per paura di soffrire è come rifiutarsi di vivere per paura di morire.
La morte, mistero inesplicabile, di cui un'esperienza quotidiana sembra non avere ancora convinto gli uomini.
Chissà se ciò che è chiamato morire è vivere, oppure se vivere è morire.
Essere immortale è cosa da poco, tutte le creature lo sono, giacché ignorano la morte.