Conosco l'arti del fellone ignote, ma ben può nulla chi morir non pote.- Torquato Tasso
Conosco l'arti del fellone ignote, ma ben può nulla chi morir non pote.
Quivi Napoli bella i regi alberga, Città vittoriosa e trionfale: Veggio altri tempi ancor, e in altri monti Quel ch'ora innalza tre sublimi fronti.
Ché fortuna qua già varia a vicenda mandandoci venture or triste or buone, ed a i voli troppo alti e repentini sogliono i precipizi esser vicini.
Chi imparar vuol d'amare, disimpari il rispetto: osi, domandi, soleciti, importuni, al fine involi e se questo non basta, anco rapisca.
Il gran nemico dell'umane genti.
Difesa migliore che usbergo o scudo, è la santa innocenza al petto ignudo.
Nella morte vi sono molti più incontri che separazioni.
La morte distrugge un uomo, l'idea della morte lo salva.
Morire. Non fosse che per fregare l'insonnia.
Forse perché della fatal quïete tu sei l'immago a me sì cara vieni o Sera!
Ognuno di noi parte da una fondamentale certezza: la morte, ma deve approdare ad una altrettanto valida certezza; la vita. Sono questi il NERO ed il BIANCO della nostra esistenza.
Gli uomini, fuggendo la morte, l'inseguono.
Se la morte è assenza totale di sensazioni, come se si dormisse un sonno senza sogni, oh, essa sarebbe un guadagno meraviglioso.
La vita è una ciliegia La morte il suo nòcciolo L'amore il ciliegio.
Muore giovane chi è caro agli dei.
Non temere la morte: prima moriamo, prima saremo immortali.