Conosco l'arti del fellone ignote, ma ben può nulla chi morir non pote.- Torquato Tasso
Conosco l'arti del fellone ignote, ma ben può nulla chi morir non pote.
Oh nostra folle mente ch'ogn'aura di fortuna estolle!
Chi imparar vuol d'amare, disimpari il rispetto: osi, domandi, soleciti, importuni, al fine involi e se questo non basta, anco rapisca.
Tosto s'opprime chi di sonno è carco, ché dal sonno a la morte è un picciol varco.
Ben gioco è di fortuna audace e stolto por contra il poco e incerto il certo e 'l molto.
È 'l sonno, ozio de l'alme, oblio de' mali.
Sapete come vi darei epigrammi a non finire? Basta portarmi via, lontano dal mio amore.
In ogni uomo che muore muore con lui, la sua prima neve, il primo bacio, la prima lotta. Non muoiono le persone, ma muoiono i mondi dentro di loro.
La maggior parte delle persone muoiono all'ultimo minuto; altre 20 anni prima, alcune ancora prima. Sono i dannati della terra.
La prima e più saliente contrapposizione è tra uomini e donne; la seconda, fra i vivi e i morti; la terza, fra amici e nemici.
La morte significava ben poco per me. Era l'ultimo scherzo in una serie di pessimi scherzi.
Questo paese sconosciuto da cui nessun viaggiatore è tornato.
Una cosa che ho imparato riguardo alla morte è che sono chiamato a morire per gli altri. È fin troppo evidente che il modo in cui muoio influisce su molte persone.
Morire è solo un modo particolarmente esatto di invecchiare.
Chi teme la morte è già morto.
Non ho mai capito chi dice la morte è normale, la morte è logica, tutto finisce quindi anch'io finirò. Io ho sempre pensato che la morte è ingiusta, la morte è illogica, e non dovremmo morire dal momento che si nasce.