In fondo morire non sarebbe niente. Quel che non sopporto é il non poter sapere come andrà a finire.- Antonio Amurri
In fondo morire non sarebbe niente. Quel che non sopporto é il non poter sapere come andrà a finire.
Quando verrà l'ora di morire non voglio perderne neanche un attimo: si muore una volta sola.
Gli indigeni che battono i tamburi per scacciare gli spiriti del male sono derisi dagli automobilisti che suonano il clacson agli ingorghi.
Perché, se leggiamo di un marito abbandonato dalla moglie, proviamo un così sfacciato sentimento d'invidia?
Perché Dio è sempre così sereno, saggio, sicuro di sé? Perché non ha padre.
Molti passano metà del loro tempo a desiderare le cose che potrebbero avere se non passassero metà del loro tempo a desiderarle.
Di morte mangerai, che mangia gli uomini, e il morir finirà, morta la morte.
Dicono che la morte è un mistero, ma il fatto di essere esistito è un mistero maggiore, apparentemente è banale, e invece è così misterioso.
La morte produce qualcosa di piacevole: le vedove.
Il gambero arrossisce dopo la morte. Che finezza esemplare, in una vittima!
Hai notato che solo la morte ci ridesta i sentimenti? Ma lo sai perché siamo sempre più giusti e generosi con i morti? È semplice. Verso di loro non ci sono obblighi. Se un obbligo ci fosse, sarebbe quello della memoria, e noi abbiamo la memoria corta.
Non c'è spazio per la Morte.
Ogni sera, quando vado a dormire, muoio. E la mattina dopo, quando mi sveglio, sono rinato.
Comunque, non è così male... Voglio dire, quando sei morto, puoi essere te stesso.
Gli uomini, non avendo nessun rimedio contro la morte, la miseria e l'ignoranza, hanno stabilito, per essere felici, di non pensarci mai.
Ogni attimo moriamo. Per questo molti hanno protestato: lo scopo della vita è la morte.