La radice di qualsiasi schiavitù è la morte.- Olivier Clément
La radice di qualsiasi schiavitù è la morte.
Le moribonde parole dello Incas. Secondo cui la morte arriva per nulla, circonfusa di silenzio, come una tacita, ultima combinazione del pensiero.
Poi c'hai del sangue mio sete si ardente, E perchi'io mora, o Morte acerba e ria, Sei mossa per ferir la donna mia, Col velenoso stral fiero e pungente.
Morrai non perché sei malato, ma perché vivi.
Non è importante il modo in cui in uomo muore, ma quello in cui vive: l'atto di morire non è importante, dura così poco.
Se ci siamo noi la morte non c'è, quando noi non ci siamo più non c'è più neanche la morte.
Nulla atterrisce quanto la distanza. Voi potreste essere morta ed io non lo saprò abbastanza presto per morire.
Quando siamo nati abbiamo perso quanto perderemo con la morte: tutto.
Comunque, non è così male... Voglio dire, quando sei morto, puoi essere te stesso.
La morte è l'unica cosa che riesce a spaventarmi. La detesto perché oggi si può sopravvivere a tutto tranne che a lei. La morte e la volgarità sono le uniche due realtà che il diciannovesimo secolo non è riuscito a spiegare.
La realtà è che uno vive finché non muore. E la verità è che nessuno vuole la realtà.