I morti si nutrono di giudizi, i viventi di amore.- Elias Canetti
I morti si nutrono di giudizi, i viventi di amore.
Ogni lingua ha un suo silenzio.
La letteratura come professione è distruttiva: si deve avere più paura delle parole.
Gli uomini non hanno mai saputo così poco di sé quanto in questa "èra della psicologia".
Chi obbedisce a se stesso soffoca non meno di chi obbedisce ad altri. Soltanto l'incoerente non soffoca, colui che si dà ordini ai quali si sottrae. Talvolta, in circostanze particolari, è giusto soffocare.
Ci si rallegra dei desideri che si realizzano per altri, specialmente se noi stessi non siamo intervenuti in alcun modo: come se ci fossero chissà dove una benevolenza e un udito invisibili.
La morte: due treni che si scontrano.
La morte è solo l'inizio del secondo tempo.
La morte è una battaglia sempre perduta.
Una morte è una tragedia, un milione di morti è statistica.
Che cosa non mi piace della morte? Forse l'ora.
Morire è una delle poche cose che si possono fare facilmente stando sdraiati.
Ma morire è proprio questo - non più sapere che sei morta.
La morte viveva in me e mi abbandonò per andare a vivere in un altro corpo.
Si vive solo due volte: una volta quando si nasce e una volta quando si guarda la morte in faccia.
Alla stupida domanda "Perché io?" l'universo si prende a malapena il disturbo di replicare: perché no?