I morti si nutrono di giudizi, i viventi di amore.- Elias Canetti
I morti si nutrono di giudizi, i viventi di amore.
Che Dio sia morto o no, è impossibile tacerne: c'è stato per tanto tempo.
La musica è la vera storia vivente dell'umanità, di cui altrimenti possediamo solo parti morte. Non c'è bisogno di attingervi, poiché esiste già da sempre in noi, e basta semplicemente ascoltare, perché altrimenti si studia invano.
La vita è lotta, lotta senza quartiere, ed è un bene che sia così. L'umanità, altrimenti, non potrebbe progredire. Una razza di deboli si sarebbe estinta da un pezzo, senza lasciare traccia.
Ci si rallegra dei desideri che si realizzano per altri, specialmente se noi stessi non siamo intervenuti in alcun modo: come se ci fossero chissà dove una benevolenza e un udito invisibili.
Il nemico del mio nemico non è mio amico.
La morte è più forte dell'amore, è una sfida all'esistenza.
La morte è l'unica bella, pura conclusione di una grande passione.
Il grande dolore che ci provoca la morte di un buon conoscente ed amico deriva dalla consapevolezza che in ogni individuo v'è qualcosa che è solo suo, e che va perduto per sempre.
Vorrei morire ucciso dagli agi. Vorrei che di me si dicesse: "Come è morto? Gli è scoppiato il portafogli".
Come il sole la nebbia, così il pensier della morte fuga e discioglie ogni cupidigia, ogn'invidia, ogni odio.
Cristo in vicinanza della morte trema, piange, si abbandona alla disperazione. Socrate conversa serenamente con i suoi discepoli sull'immortalità.
La maledizione del dover morire dovrà diventare una benedizione: che si possa ancora morire quando vivere è insopportabile.
Che cosa è la morte per me? Un grado di più nella calma, e forse nel silenzio.
Tutte le tragedie finiscono con la morte, tutte le commedie con un matrimonio.
Morire è una vera stronzata. Darei la vita per non morire.