Le voci degli uomini sono il pane di Dio.- Elias Canetti
Le voci degli uomini sono il pane di Dio.
Gli uomini più tremendi: quelli che sanno tutto e ci credono.
Dovranno esserci ancora ebrei quando l'ultimo ebreo sarà sterminato.
I morti si nutrono di giudizi, i viventi di amore.
Tutto il sapere ha qualcosa di puritano; dà alle parole una morale.
Magnifico fare il pazzo, se si è intelligenti.
La voce della maggioranza non è garanzia di giustizia.
Credo che quella voce lo prendesse maggiormente per il suo calore fluttuante, febbrile poiché era oltre ogni sogno: quella voce era un canto immortale.
Un urlo si levò nell'aria vibrante, spegnendosi con una nota acuta, un lacerante lamento che scomparve con il vento, una voce senza corpo che si estinse e fu inghiottita e non si udì mai più in quell'era del mondo.
Dio mi ha dato una voce per cantare, e quando si ha questo non serve nessun altro trucco.
Una voce non può trascinare la lingua e le labbra che le diedero le ali. Da sola, deve cercare l'etere.
La percentuale di incidenza della dote naturale è molto bassa. Per cantare ci vuole anche la voce, ma è l'uso che se ne fa quello che conta.
Autentico scrittore non è chi, in un incontro casuale, ci tiene una concione con voce esotica da commensale stravagante, ma chi ci interpella con la stessa voce con cui parliamo a noi stessi nella nostra solitudine.
Ci sono sofferenze che scavano nella persona come i buchi di un flauto, e la voce dello spirito ne esce melodiosa.
Generalmente la sua voce giungeva attraverso il filo del telefono come qualcosa di dolce e fresco, quasi come se una zolla di un verde campo da golf fosse giunta navigando alla finestra dell'ufficio, ma quella mattina sembrò dura e asciutta.