La voce umana non potrà mai raggiungere la distanza coperta dalla sottile voce della coscienza.- Gandhi
La voce umana non potrà mai raggiungere la distanza coperta dalla sottile voce della coscienza.
La giustizia nei confronti dell'individuo, fosse anche il più umile, è tutto. Il resto viene dopo.
La fede non è un fiore delicato, destinato ad appassire al minimo accenno di brutto tempo. La fede è come le montagne dell'Himalaya, che non possono modificarsi in alcun modo. Non c'è tempesta che possa smuovere le montagne dell'Himalaya dalle proprie fondamenta.
Quando una donna è assalita non può perdere tempo a riflettere su violenza o non-violenza. Il suo compito primario è l'autodifesa. È libera di impiegare qualsiasi metodo o mezzo che le venga in mente pur di difendere il proprio onore. Dio le ha dato unghie e denti.
La nonviolenza non può essere predicata. Deve essere praticata.
Dove c'è amore c'è vita.
La coscienza non può mai essere qualcosa di diverso dall'essere cosciente.
La coscienza è quella voce interiore che ci avverte della possibilità che qualcuno ci stia guardando.
La voce della coscienza è antipatica come la nostra sentita al registratore.
La coscienza: una rete elastica, che se s'allenta un poco, addio! scappa fuori la pazzia che cova dentro ciascuno di noi.
L'affiorare della coscienza si fonde al rivelarsi delle cose.
Scienza senza coscienza non è che rovina dell'anima!
Il silenzio della coscienza, per incuria e abbandono, può far scambiare l'istintività per spontaneità, il velleitarismo per pertinenza, l'ingiustizia per giustizia, la morte per vita, l'egoismo per amore.
La conoscenza genera coscienza e questa a sua volta produce responsabilità.
Far il poema della coscienza umana, foss'anco d'un sol uomo, del più infimo fra gli uomini, sarebbe come fondere tutte le epopee in un'epopea superiore e definitiva.
Non c'è una sorta di sangue versato, quando viene ferita la coscienza? Attraverso questa ferita scorrono via la vera umanità e l'immortalità dell'uomo, ed egli sanguina fino a morte eterna.