La vittoria ottenuta con la violenza è equivalente alla sconfitta, perché è momentanea.- Gandhi
La vittoria ottenuta con la violenza è equivalente alla sconfitta, perché è momentanea.
Uno sciopero non dovrebbe mai essere manovrato ma spontaneo. Se lo si organizza senza alcuna coercizione non vi sarà spazio per il goondaismo e i saccheggi. Sarebbe uno sciopero caratterizzato dalla perfetta collaborazione fra gli scioperanti.
Qualsiasi cosa tu faccia sarà insignificante, ma è molto importante che tu la faccia.
La soddisfazione sta nell'impegno, non nel conseguimento: un totale impegno costituisce una piena vittoria.
La vera ahimsa dovrebbe significare libertà assoluta dalla cattiva volontà, dall'ira, dall'odio, e un sovrabbondante amore per tutto.
L'utile e l'inutile non possono, come in linea di massima il bene e il male, che procedere insieme, e l'uomo deve fare la sua scelta.
Essere d'accordo su un compromesso dà al perdente l'illusione di avere vinto.
La volontà di conquista è la prima condizione della vittoria.
Dalla necessità scaturiscono i desideri, e dai desideri scaturisce l'energia e la volontà di vittoria.
Non bisogna voler vincere, quando si ha la prospettiva di superare l'avversario solo per la larghezza di un capello. La buona vittoria deve far gioioso il vinto, deve avere qualche cosa di divino che risparmi l'onta.
Se non conosci il nemico, ma conosci soltanto te stesso, le tue possibilità di vittoria saranno pari alle tue possibilità di sconfitta.
Abbiamo bisogno di cadaveri per lastricare le strade di tutti i trionfi.
Chi trasforma le proprie paure in alleati comincia d'un tratto a procedere di vittoria in vittoria.
Se pensi di poter vincere, puoi vincere. La fede è necessaria alla vittoria.
Noi siamo impegnati in un gioco che non possiamo vincere. Alcuni fallimenti sono migliori di altri, questo è tutto.
La battaglia per la libertà non è mai persa, perché non è mai vinta.