La vittoria ottenuta con la violenza è equivalente alla sconfitta, perché è momentanea.- Gandhi
La vittoria ottenuta con la violenza è equivalente alla sconfitta, perché è momentanea.
La voce umana non potrà mai raggiungere la distanza coperta dalla sottile voce della coscienza.
Mi oppongo alla violenza perché quando sembra fare del bene, il bene è solo temporaneo; il male che fa è invece permanente.
Quando la misura e la gentilezza si aggiungono alla forza, quest'ultima diventa irresistibile.
La verità e la non-violenza sono antiche come le montagne.
La supplica, l'adorazione, la preghiera non sono superstizioni, sono atti più reali del mangiare, del bere, del sedere o del camminare. Non è un'esagerazione dire che essi soli siano reali e che tutto il resto sia irreale.
Quando stacchi tutti e arrivi da solo, la vittoria ha il sapore del trionfo.
I vinti hanno sempre torto, e i vincitori ragione.
Tu non vinci l'argento, tu perdi l'oro.
Non c'è vittoria spirituale che non sia necessario ogni giorno vincere di nuovo.
Quando vedi la tua verità fiorire sulle labbra del tuo nemico, devi gioire, perché questo è il segno della vittoria.
La vittoria alimenta inimicizia, perché chi è vinto giace dolente. Chi ha abbandonato vittoria e sconfitta, costui ristà tranquillo e felice.
Ottenere cento vittorie su cento battaglie non è il massimo dell'abilità: vincere il nemico senza bisogno di combattere, quello è il trionfo massimo.
Se conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria è sicura. Se conosci te stesso ma non il nemico, le tue probabilità di vincere e perdere sono uguali. Se non conosci il nemico e nemmeno te stesso, soccomberai in ogni battaglia.
Sono le vittorie che tu riporti giornalmente sulla solitudine, sulla povertà, sulla fame, sulla fatica, sulla sconfitta, sulla delusione, sull'ingiuria, sul disprezzo, sulla sofferenza. Sono la tua resistenza alle difficoltà. Sono il tuo coraggio nell'affrontarle.
Il coraggio, che è il sesto senso, permette di scoprire la strada più breve verso la vittoria.